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Prezzi frutta e verdura, situazione critica

Coldiretti, Codacons e Codici lanciano l’allarme speculazione: dopo le gelate e la neve nel Sud Italia rincari su tutta la verdura, bietole record a +350%. I dati ISMEA

Un’Italia spaccata in due, con il Centro-Sud in piena emergenza e isolato dal maltempo e dalle forti nevicate che rende il quadro generale ancora più complesso anche per la produzione agricola, messa in ginocchio.

Così i consumatori rischiano di pagare un conto salato causa le speculazioni che vedono salire il prezzo degli ortaggi Made in Italy, in media del 200%.

Ad oggi sono decine di migliaia le aziende agricole che contano danni incalcolabili nelle produzioni di oraggi invernali bruciati dal gelo. Le regioni più colpite Puglia, Basilicata, Marche, Lazio Abruzzo, Molise, Sicilia e Calabria. Sono gravi i danni negli agrumeti e uliveti ma anche nei vigneti, senza contare quelli agli allevamenti e alle strutture aziendali. Se a questo aggiungiamo la difficoltà o impossibilità della  consegna dei prodotti, si comprende come siano inevitabili i riflessi sui prezzi. 

Secondo quanto diramato dalla Coldiretti che si basa sulle rilevazioni del Centro ortofrutticolo di Roma, tra gli aumenti più pesanti rispetto alla stessa settimana dello scorso anno spiccano il +350% delle bietole. Ma si registra anche il +233% dei cipollotti, il +225% degli spinaci, il +170% della lattuga, il 157% delle zucche, il 150% dei cavoli.

Coldiretti: rincari non giustificabili

Dieta mediterranea 2

«Alcuni prodotti però – avverte la Coldiretti – sono già raccolti da tempo come mele, pere e kiwi. Non sono dunque giustificabili eventuali rincari. Rialzi alla produzione dovuti all’aumento dei costi di riscaldamento delle serre o alla ridotta disponibilità di alcuni prodotti orticoli danneggiati dalle gelate non possono essere un alibi per speculazioni che danneggiano i produttori agricoli e i consumatori».

Bisogna stare attenti agli aumenti non dovuti, come nel caso di prodotti stranieri spacciati come nazionali. Il consiglio di Coldiretti su frutta e verdura è di verificare l’origine nazionale per essere sicuri della stagionalità. Meglio anche preferire le produzioni locali che non sono soggette a lunghi trasporto e privilegiare gli acquisti diretti dagli agricoltori.

L'associazione Codacons aveva già presentato un esposto a 104 procure della Repubblica di tutta Italia denunciando le intollerabili speculazioni sui prezzi di frutta e verdura registrate a inizio gennaio e legate al maltempo.

In questo difficile scenario anche l'associazione dei consumatori Codici mette in guardia i consumatori da possibili manovre speculative poiché i ricavi provenienti da questi aumenti di prezzo non vanno nelle tasche degli agricoltori - che anzi subiscono dei ribassi che si sommano alle perdite causate dal maltempo- ma nelle tasche delle aziende addette alla grande distribuzione.

Tutto ciò porta dunque ad un ulteriore allargamento della forbice di prezzo tra il ricavo, ormai ai minimi, degli agricoltori e il prezzo finale pagato dai consumatori, che invece ormai ha raggiunto livelli impressionanti.Tali aumenti di prezzo, inoltre, non sempre sono giustificabili anche perchè le quotazioni sui campi non hanno subìto nessun aumento e in alcuni casi i prodotti potrebbero essere stati stoccati in magazzino e distribuiti precedentemente rispetto all’ondata di maltempo.

Per tutte le segnalazioni del caso CODICI invita tutti i consumatori a scrivere al link www.codici.org/alimentare.html oppure a contattare l'associazione al numero 0655301808.

I dati dell'Istituto di Servizi per il mercato Agricolo Alimentare, ISMEA

La situazione sul mercato degli ortaggi – comunica l’ISMEA – si fa sempre più critica. Il bilancio della scorsa settimana che l’Istituto è in grado di fornire con elementi completi, rivela, alla prima fase di scambio, rincari a due cifre per un’ampia gamma di ortaggi, con aumenti medi dei prezzi su base settimanale del 29% per i cavolfiori, del 33% per le lattughe e del 50% per i finocchi. Forti rincari, sempre rispetto alla prima settimana di gennaio, si registrano per le produzioni di serra. ISMEA rileva, al riguardo, incrementi di prezzo del 36% per le zucchine, del 17% per i pomodori e del 20% per i peperoni (+13% per le melanzane).

La tendenza all’aumento, sulla base delle prime indicazioni raccolte da ISMEA, sta proseguendo anche in questi giorni, in un contesto mercantile caratterizzato da una forte carenza d’offerta e da un crollo degli arrivi dall’estero, soprattutto dalla Spagna, dove gli eventi climatici (in particolare le basse temperature) hanno causato ingenti danni alle coltivazioni. I contributi del Nord Africa, prevalentemente del Marocco, non sono invece sufficienti a compensare gli attuali squilibri del mercato.

A Vittoria, in Sicilia, areale specializzato negli ortaggi in coltura protetta, il freddo di questi giorni ha fortemente ridimensionato l’offerta limitando di conseguenza le forniture verso i mercati del Nord Italia.

Al Sud la situazione inizia intanto a preoccupare anche i frutticoltori. A temere le ripercussioni del clima sono soprattutto gli agricoltori pugliesi, dove le basse temperature potrebbero, in prospettiva, condizionare in misura significativa le rese produttive.

 Ortaggi: andamento dei prezzi alla produzione

(seconda settimana di gennaio)

Var. % settimanale
Cavolfiori 29,3
Lattuga 32,8
Finocchi 50,0
Pomodori serra 17,0
Zucchine serra 35,7
Peperoni serra 20,0
Melanzane serra 12,7
Fonte: Rete di rilevazione ISMEA

 

 

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Pubblicato il 23/01/2017 — ultima modifica 24/01/2017
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