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In famiglia buttiamo 145 kg di cibo all’anno. Ma il 57% ha comportamenti virtuosi

Spreco alimentare: i dati dell'ultimo rapporto dell'Osservatorio Waste Watcher. Nella spazzatura circa 16 miliardi di euro. Ma il 57% degli italiani ha comportamenti virtuosi. Da marzo 2017 i “diari di famiglia”

La presentazione dei dati dell’ultimo rapporto dell’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market/Swg contraddistingue la quarta giornata nazionale di prevenzione degli sprechi alimentari, in calendario il 5 febbraio. Conoscere e focalizzare le cause e le dinamiche degli sprechi, infatti, aiuta concretamente a ridurli e a mettere in atto comportamenti virtuosi.

I dati dello sprecoLotta allo spreco 1

Secondo Waste Watcher lo spreco annuale di cibo in Italia ammonta a circa 16 miliardi di euro, ovvero l’1% del Pil. Si spreca soprattutto nelle case: circa 145 kg di cibo all’anno per famiglia, ovvero il 75% dello spreco complessivo in Italia per un costo di 360 euro annui. Allo spreco domestico vanno sommate le perdite in campo, gli sprechi nell’industria e nella distribuzione. Si arriva così al valore di 15 miliardi e 615 milioni di spreco alimentare riferito all’anno 2015.

Waste Watcher evidenzia quindi l’ancora insoddisfacente informazione dei cittadini sulla normativa antispreco entrata in vigore qualche mese fa (legge 166/2016).

Solo 6 italiani su 10, infatti (il 59% degli intervistati) sanno che esiste una nuova legge dedicata al recupero e alle pratiche antispreco. E addirittura il 90% degli italiani dichiara di non conoscere i contenuti del provvedimento, o di averne solo vaghe informazioni.

Uno degli strumenti chiave per la riduzione degli sprechi nella filiera del cibo è considerata la “family bag” in cui inserire il cibo non consumato per portarlo a casa, e che lentamente comincia ad essere adottata nei luoghi di ristorazione. La “family bag” è giudicata opzione “valida” nella prevenzione degli sprechi per l’80% degli intervistati, efficace/funzionale per il 73%.

Un’Italia spaccata in due ma più attentaContro lo spreco

Waste Watcher registra nell’atteggiamento quotidiano verso gli sprechi un’Italia spaccata in due, ma anche una crescente attenzione al fenomeno: 1 italiano su 5 si dimostra addirittura “virtuoso”, il 57% mette in atto comportamenti di sensibilità e prevenzione degli sprechi, mentre il 43% rimane incurante o manifesta comportamenti incoerenti (27%) e tout court spreconi (12%). 

Gli italiani davanti allo spreco vengono divisi in 6 categorie sulla base dei comportamenti, che fanno di regola la differenza nell’ottica di ridurre e prevenire gli sprechi: in tema di prevenzione il 65% degli intervistati punta sul check in dispensa per controllare cosa serve veramente prima della spesa; secondo l’85% degli intervistati la soluzione è una lista della spesa da compilare prima di entrare al supermercato per evitare acquisti inconsulti; il 53% sceglie di congelare i cibi che non si mangeranno a breve; il 52% presta attenzione alle quantità di cibo che si intende cucinare, il 50% raccomanda di verificare che i cibi scaduti siano davvero andati a male, prima di buttarli.

Al via i "Diari di famiglia"Famiglia a tavola 2

Stanno intanto per diventare operativi i “Diari di famiglia”, esperimento lanciato attraverso la campagna Spreco Zero, realizzato adesso nell’ambito del progetto Reduce promosso da Ministero dell’Ambiente e Università di Bologna-Distal, con l’Osservatorio Waste Watcher.

Da marzo  2017,  400 famiglie di tutta Italia si sottoporranno a questo test per una settimana e annoteranno dettagliatamente su moduli prestampati tutto il cibo sprecato giorno per giorno, dettagliandone tipologia e quantità.

Le famiglie si sottoporranno inoltre al cosiddetto “waste sorting”, ovvero il controllo incrociato nelle loro pattumiere, per verificare che le annotazioni siano state veritiere. Si arriverà così a quantificare in modo scientifico lo spreco alimentare domestico in Italia.

Andrea Segrè: “Prevenzione è la parola chiave”Andrea Segré

“Prevenzione è la parola chiave della Giornata nazionale 2017 – evidenzia il fondatore di Last Minute Market Andrea Segrè, presidente del comitato tecnico-scientifico per il Programma nazionale di prevenzione sprechi/rifiuti -. Lo spreco migliore è quello che non si fa e la legge 166 va anche in questa direzione, prefigurando una campagna capillare di educazione alimentare. Altrimenti come potremo arrivare a dimezzare gli sprechi, in Italia e in Europa, entro il 2025? I primi 6 mesi dimostrano che la nuova legge agisce bene sul recupero, in prospettiva quindi, ci sono grandi margini di miglioramento: i dati Waste Watcher dicono che 1 italiano su 5 mette già in atto comportamenti virtuosi, e che il 57% sta dalla parte giusta, attento a non sprecare per convinzione o per necessità. Lavoriamo sul 40% che resta, incurante o incoerente: facciamolo con una campagna efficace di educazione alimentare”. 

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Pubblicato il 03/02/2017 — ultima modifica 13/02/2017
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