Consumatori

Realizzato nell'ambito del Programma regionale generale di intervento 2013 con l'utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo economico

Cibo buttato per 12 miliardi, soprattutto nelle case. Che fare per non sprecare

Lo spreco alimentare? E’ soprattutto colpa delle famiglie, che gettano nella spazzatura cibo per 12 miliardi. I dati Waste Watchers e alcuni consigli utili

Solo nelle nostre case 12 i miliardi di alimenti commestibili che finiscono nella spazzatura. Ma i privati non se ne rendono conto: convinti che il vero colpevole sia la grande distribuzione. Lo evidenziano i nuovi dati dell'Osservatorio Waste Watchers, legato all'Università di Bologna, che ha fotografato la situazione in occasione della recente Giornata mondiale dell’alimentazione.

I maggiori colpevoli siamo dunque noi, privati cittadini che gettiamo verdura, pane, carne andata a male con una media di 600 grammi al giorno per aver calcolato male la spesa o comprato in dosi eccessive, cucinato troppo o perché incapaci di riutilizzare gli avanzi. Se l'anno scorso quotidianamente nella spazzatura finivano 50 grammi in più di cibo, per un totale di 8,4 miliardi di euro, quest'anno la situazione è lievemente migliorata: sono scesi a 8 miliardi gli alimenti commestibili.

L’Osservatorio nazionale di Waste Watcher guarda con favore e fiducia alla legge, recentemente approvata, che favorisce, tra premi e bonus fiscali, le aziende che invece di gettare cibi in scadenza, confezioni ammaccate ma di alimenti buoni da mangiare, li danno in solidarietà. Cibo che, tra l'altro,  va ad aiutare il Banco Alimentare che riversa gli alimenti ad oltre ottomila associazioni sparse per l'Italia.

Perché e quali sono le zone dove si butta più ciboLotta spreco home 1

Quali i motivi per cui troppe verdure, pane o confezioni aperte finiscono nella pattumiera? Secondo gl iitaliani, è dovuto al fatto che: il 48% acquista troppo, il 25% non sa conservare, il 9% viene sedotto da troppe offerte, l'8 per cento cucina troppo, il 6 per cento lo imputa al fatto che i cibi venduti sono troppo vecchi. Il risultato è che il 2 per cento butta nella pattumiera cibo quasi ogni giorno cibi che si potrebbero usare, il 4% lo fa 3,4 volte alla settimana, il 14 fino a due volte la settimana, il 30 meno di una volta alla settimana e la metà degli italiani giura di non farlo quasi mai.

Se poi si divide la questione per aree, si spreca cibo più al sud che al centro, i più "bravi", almeno stando alle dichiarazioni, vivono al nord.

Frutta e verdura nella hit parade degli sprechiFrutta e verdura

A venir gettate sono soprattutto confezioni già aperte nel 68% dei casi. Come alimenti la frutta cade nel cestino (31%), seguita dall'insalata (29%), verdure (19) e pane (17 %).  Agli ultimi posti come alimenti buttati via la carne cruda e cotta per un totale de 13 %.

Quali sono i motivi per cui nelle nostre case si butta via cibo? gli italiani tirano in ballo nel 41 % dei casi la muffa, nel 34 % il fatto che le verdura e la frutta spesso conservate in frigo quando vengono portate a casa vanno subito a male, il 25 parla di un cattivo sapore, il 22 il fatto che il prodotto è scaduto, il 13 che ha calcolato male le cose che gli servono, l'11 perché ha cucinato troppo cibo, l'8 % le confezioni troppo grandi. L'otto per cento ammette troppi acquisti perché teme di non aver cibo a casa a sufficienza e il 5 di aver sbagliato scelta acquistando alimenti che non gli sono piaciuti mentre il 4, a differenza delle nostre nonne, non ama riciclicare gli avanzi.

Cosa cambia e miglioraSpesa al risparmio

Nel comportamento qualcosa però sta cambiando: da 650 grammi quotidiani quest'anno siamo scesi a 600 per famiglia, per un valore di circa 7 euro. Sette famiglie su dieci hanno imparato a fare sempre la lista della spesa, cosa che consente di programmare gli acquisti e limitare i danni da troppo cibo rispetto alle esigenze, e sempre più spesso insegnano ai figli a non sprecare. Sarà poi dovuto alla crisi, ma ormai il cibo appena scaduto nell'80 per cento dei casi viene controllato che non sia andato a male e riutilizzato. Un dato in netta crescita

I "diari della pattumiera"Spesa famiglie 1

"C'è maggior attenzione e la vogliamo tramandare ai nostri figli. Insegnare a non sprecare cibo è un atteggiamento che è passato a coinvolgere dal 62% al 67% degli italani. Ma ci si dimentica ancora che la pattumiera casalinga è un serbatoio enorme di spreco: è passata  dal 15 % del 2015 al 24% del 2016,  ma solo un italiano su 5 lo riconosce. Uno dei problemi da risolvere è che la nuova legge non prevede strumenti precisi di monitoraggio scientifico dello spreco. Per questo a fine ottobre partirà in mille famiglie l'iniziativa dei diari, dove attraverso dettagliate descrizioni da parte di nuclei sparsi sul territorio con valenza statitica si cercherà di avere un monitoraggio scientifico elaborato  con l'università di Bologna". Così Andrea Segrè, fondatore di Last Minute market e presidente del comitato per il programma di prevenzione rifiuti e sprechi del ministero dell' Ambiente.

Come si fa a non sprecare?Spesa famiglie 2

Si possono dare dei consigli intelligenti, smart come si dice oggi, per ridurre lo spreco domestico che solo in Italia vale quanto una manovra finanziaria?

Eccone tre, quelli essenziali, più semplici, intuitivi, tutti fattibili e legati tre momenti importanti della "vita" del cibo: l'approvvigionamento (spesa), la conservazione (frigorifero) e la preparazione (cucina). Ecco i consigli utili di Andre Segrè per “Cucchiaio d’argento”.

  • La spesa

La lotta allo spreco di cibo inizia con la scelta e la programmazione degli acquisti e dei pasti. Evitiamo acquisti sbagliati, frettolosi e eccessivi, guidati dalle offerte 3x2 dei supermercati, dalle confezioni maxi-risparmio o dagli sconti.

Controlliamo cosa ci serve e cosa abbiamo già superando la "sindrome della dispensa vuota". Facciamo una lista in base alle reali esigenze. Evitiamo di andare a fare la spesa a digiuno, le tentazioni potrebbero aumentare. Rispettiamo la stagionalità negli acquisti, soprattutto di frutta e verdura, e l’origine del prodotto. Impariamo a leggere le etichette, rappresentano la carta di identità degli alimenti.

Attenzione alle scadenze e al loro significato reale. "Da consumare entro il ..." significa che l’alimento è idoneo al consumo solo fino al giorno indicato (latte, yogurt) sapendo che c'è per tutti i prodotti un minimo di tolleranza. Mentre "da consumarsi preferibilmente entro il …" indica la data fino alla quale il prodotto conserva le sue qualità specifiche. In questo caso, gli alimenti risultano idonei al consumo anche successivamente al giorno o mese indicato. Non vanno gettati via.

In tutti i casi bisogna sempre verificare il contenuto usando il nostro primo laboratorio sensoriale: vista, olfatto, gusto... e naturalmente il buon senso.

  • Il frigorifero

Il passo successivo è scartare le confezioni - attenzione agli imballaggi e alla raccolta differenziata - e riporre la spesa nel frigorifero: elettrodomestico che serve alla preservazione degli alimenti mediante la bassa temperatura. Bisogna fare attenzione al ripiano giusto dato che la temperatura non è omogenea. Così, dal basso all’alto mettiamo: frutta e verdura cruda (6°C); pesce e crostacei, carne cruda (0/2°C); pesce e carne cotta, insalata prelavata, piatti cucinati, pasticceria fresca, panna (2/3°C); affettati, carni, formaggi (3/4°C); uova, conserve aperte (4/%°C).

Inoltre è utile far ruotare i prodotti, mettendo davanti quelli più deperibili e a breve scadenza. Molto spesso i prodotti lasciati "indietro" tendono a marcire o a scadere in frigo andando ad aggiungersi ai rifiuti. Vanno dunque "ruotati". Molto può essere congelato: prodotti freschi, pane e avanzi già porzionati. Vale la pena annotare sul sacchetto o sul contenitore il contenuto e il giorno.

  • La cucina

Cucinare in eccesso porta spesso a dover gestire avanzi che non siamo in grado o che non abbiamo voglia di consumare nei giorni successivi e che finiscono poi direttamente nel bidone della spazzatura. Quando cuciniamo bisogna fare sempre attenzione alle quantità. Per riutilizzare gli alimenti avanzati e gli scarti alimentari esiste ormai una "letteratura" sterminata: in questo campo non c’è nulla inventare ma soltanto da provare. Si può dividere la cucina degli scarti (bucce di patata, gambi di spinaci, insalata appassita, latte cagliato, teste di pesce) da quella propriamente degli avanzi (riso, pane, carne). Se comunque il cibo è troppo e non si può congelare o riciclare, può essere condiviso immediatamente con amici e vicini di casa. È anche un modo per creare occasioni di scambio, convivialità e socialità.

Per approfondimenti

 

 

 

 

 

Azioni sul documento
Pubblicato il 17/10/2016 — ultima modifica 17/10/2016
Strumenti personali

Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271

Ufficio Relazioni con il Pubblico: Numero Verde URP: 800 66.22.00, urp@regione.emilia-romagna.it, urp@postacert.regione.emilia-romagna.it