Più autonomia all'Emilia-Romagna

Il metodo: FARE RETE, INSIEME

Per realizzare il progetto, la Regione Emilia-Romagna si presenta al negoziato col Governo forte di una proposta condivisa con l'intera società regionale.

Considera essenziale fare rete, agendo insieme all’intera società regionale: città e territori, parti sociali e organizzazioni economiche, università, Terzo settore. Attraverso il confronto e la partecipazione punta alla condivisione dell’idea di sviluppo fondata su una forte coesione ed equità sociale, che metta ancor più l’Emilia-Romagna nelle condizioni di competere con le aree più avanzate in Europa e nel Mondo, di attrarre investimenti, saperi e competenze e, allo stesso tempo, di non lasciare indietro nessuno.

Le linee di indirizzo con le quali sviluppare il progetto per arrivare a una maggiore autonomia sono state quindi condivise da subito in sede di Patto per il Lavoro, sottoscritto dalla Regione nel luglio 2015, a pochi mesi dall’inizio della legislatura,  con 50 firmatari - sindacati e imprese, associazioni, Camere di commercio, atenei, Ufficio scolastico regionale, Province, Città metropolitana di Bologna  e Comuni capoluogo -, per attuare politiche condivise finalizzate a una priorità assoluta: creare sviluppo e buona occupazione. Dopo un confronto che si è sviluppato in quattro tavoli tecnici, tanti quanti le aree tematiche dove la Regione chiede il riconoscimento di maggiori competenze, coordinati dagli assessori competenti, il progetto di maggiore autonomia è stato quindi approvato dalle parti sociali, dagli enti locali, dalle università e dalle associazioni riunite nel Patto per il Lavoro, con l'accoglimento di loro proposte.

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Pubblicato il 11/09/2017 — ultima modifica 18/10/2017
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