Si avvicina il freddo: è il momento della vaccinazione antinfluenzale
Confermare l'alta percentuale degli ultra 65enni e dei bambini a rischio per determinate patologie e aumentare quella degli operatori socio-sanitari e dei lavoratori impegnati in servizi essenziali per la comunità; sono due degli obiettivi della campagna di vaccinazione gratuita contro l’influenza organizzata dal Servizio sanitario regionale, partita in questi giorni con circa un mese di anticipo rispetto al consueto. Quest'anno il vaccino trivalente proteggerà sia dai virus influenzali stagionali che dal virus AH1N1, responsabile della pandemia verificatasi nel 2009 in 83 Paesi del mondo, Italia compresa. Il periodo più opportuno per vaccinarsi è quello che va dalla metà di ottobre a tutto il mese di novembre e le vaccinazioni sono, come sempre, eseguite da medici e pediatri di famiglia e dai servizi vaccinali delle Aziende Usl.
La campagna di vaccinazione rappresenta un impegno importante, basta leggere qualche cifra: la vaccinazione 2009-2010 contro l'influenza stagionale ha interessato quasi un milione di persone, 719.530 di età pari o superiore ai 65 anni e 262.505 appartenenti ad altri gruppi di persone per le quali la vaccinazione è necessaria; tra questi il numero più consistente è rappresentato da bambini di età superiore ai 6 mesi e adulti di età inferiore ai 65 anni con condizioni morbose predisponenti alle complicanze (complessivamente 189.890 persone).
Approfondiamo il tema della campagna di vaccinazione con Pierluigi Macini, responsabile del Servizio sanità pubblica dell'Assessorato regionale politiche per la salute. Quest'anno c'è, quindi, la novità di un vaccino che contiene anche il virus AH1N1.
Pierluigi Macini, responsabile del Servizio sanità pubblica dell'Assessorato regionale politiche per la salute. Quest'anno c'è, quindi, la novità di un vaccino che contiene anche il virus AH1N1.
“L'anno scorso - spiega Macini - a causa della pandemia influenzale, la campagna ha avuto un andamento diverso da quella abituale: sono state effettuate contemporaneamente sia la vaccinazione per l'influenza stagionale sia la vaccinazione contro l'influenza pandemica; i due vaccini erano un po' diversi, quello per l'influenza stagionale era uguale a quello utilizzato ogni anno, quello monovalente contro il virus AH1N era adiuvato, era cioè potenziato con una sostanza che ne aumenta l'efficacia. L'adiuvante utilizzato, lo Squalene, ha provocato alcuni problemi e in tutta Italia ci sono state diverse polemiche. I livelli di adesione sono stati piuttosto diversificati: per la vaccinazione stagionale rivolta agli ultra 65enni e alle persone a rischio abbiamo avuto livelli di adesione paragonabili a quelli che otteniamo tutti gli anni; per la vaccinazione pandemica, invece, i livelli di adesione sono stati molto bassi, sebbene anche in questo caso l'Emilia-Romagna sia stata la Regione che in Italia ha vaccinato di più: sono stati, infatti, utilizzati il 22% dei vaccini messi a disposizione dal Ministero, a fronte di una media nazionale dell'8,8%. Contro l'influenza stagionale abbiamo vaccinato, come ogni anno, circa un milione di persone (più o meno un quarto della popolazione della regione), contro l'influenza pandemica abbiamo vaccinato circa 160mila persone”.
L'Emilia-Romagna ha, quindi, buoni risultati per quanto riguarda le vaccinazioni contro l'influenza, ma ci sono comunque margini di miglioramento, soprattutto in certi ambiti e per alcuni gruppi di persone.
“Noi, come tutte le altre Regioni italiane, abbiamo storicamente due punti deboli: gli operatori sanitari e socio sanitari e le persone a rischio di età inferiore ai 65 anni. Come dicevamo, siamo ai primi posti in Italia per quanto riguarda le persone dai 65 anni e anche per altri gruppi, ma in questi abbiamo molti margini di miglioramento. Per fare un esempio: mediamente si vaccina tra un quarto e un terzo del personale sanitario, quando va bene si arriva al 35%”.
Da che cosa dipende?
“Purtroppo il personale sanitario ha una scarsa propensione alla vaccinazione e questo nonostante tutti gli sforzi che vengono fatti per sensibilizzare. Lo scopo fondamentale della vaccinazione al personale sanitario e di assistenza è di evitare che questi operatori, ammalandosi nel periodo di incubazione della malattia, possano trasmettere l’infezione agli ammalati. Si comprende facilmente che l'influenza presa da un paziente critico o con situazioni particolari può essere molto pericolosa; noi stiamo facendo leva proprio su questo ultimo aspetto. Da alcuni anni le nostre direzioni ospedaliere stanno portando avanti un'azione molto forte di offerta attiva e informazione agli operatori sanitari. Questa campagna, mirata all'interno degli ospedali, sta dando qualche risultato. Continuiamo con la sensibilizzazione in tutto il sistema.
Per quanto riguarda le persone di età inferiore ai 65 anni con patologie croniche?
“In questo caso negli ultimi anni abbiamo migliorato abbastanza, anche se c'è ancora della strada da fare; puntiamo molto sul ruolo dei medici di famiglia e si sta cercando di mettere in piedi una buona collaborazione tra questi professionisti e gli uffici delle Aziende Usl che forniscono loro gli elenchi dei pazienti che hanno, ad esempio, l'esenzione per patologie croniche come diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari, malattie dismetaboliche. Avere gli elenchi aiuta il medico a farsi parte attiva nell'invitare questi pazienti, nel sollecitarli, nel chiamarli a fare a la vaccinazione. Questo modo di lavorare sta effettivamente avendo successo: progressivamente il tasso di vaccinazione sta migliorando”.
E per i bambini con patologie?
“Abbiamo livelli di vaccinazione molto buoni tra i bambini con malattie croniche, in questo caso c'è la collaborazione con i pediatri, ma la vaccinazione viene fatta direttamente dai Servizi di pediatria di comunità, c'è un'offerta attiva, i genitori vengono invitati a far vaccinare il proprio bambino”.
Ricordiamo a questo proposito che la campagna di vaccinazione non riguarda i bambini senza patologie croniche
“No, questo è un tema dibattuto a lungo; c'è chi sostiene che vaccinare anche i bambini sani sarebbe una strategia di sanità pubblica importante, ma noi non ne siamo convinti e restiamo dell'idea che la vaccinazione debba essere offerta con oneri a carico del Servizio sanitario regionale a tutte le persone a rischio e alle categorie che abbiamo ricordato”.
Parliamo di possibili rischi. Come sappiamo c'è chi sostiene che i danni della vaccinazione possono essere superiori ai benefici.
“Questa polemica ha raggiunto il culmine con il vaccino pandemico. In realtà noi sappiamo con certezza che il vaccino contro l'influenza è sicuro, non ci sono controindicazioni particolari, tutti i dati che abbiamo a questo proposito sono molto favorevoli. Sono state effettuate anche delle specifiche ricerche e lo scorso anno una delle più grosse sul vaccino adiuvato è stata condotta proprio dalla nostra Regione su incarico dell'EMEA, l'Agenzia europea per i medicinali che è l'ente regolatorio in materia; i risultati sono stati assolutamente tranquillizzanti. La sicurezza, quindi, è fuori discussione. E' più difficile affermare l'efficacia del vaccino per ridurre l'ospedalizzazione e la mortalità delle persone vaccinate rispetto a quelle non vaccinate, perché non esistono delle evidenze definitive; arrivare ad una dimostrazione epidemiologica legata a studi comparativi è molto complesso, perché confrontare la popolazione vaccinata con quella non vaccinata non sempre è agevole. Comunque, tutte le nazioni del mondo, l'OMS e le organizzazioni scientifiche internazionali raccomandano la vaccinazione che ha come punto di forza non tanto quello di impedire completamente l'infezione, quanto quello di impedire le complicanze nelle persone infettate”.
Una curiosità. Come vengono acquistati i vaccini?
“Siccome ci sono diverse case farmaceutiche produttrici, ogni anno viene fatta una gara regionale; i vaccini per l'influenza stagionale vengono acquistati in questo modo da cinque-sei anni, prima le gare erano fatte dalle singole Aziende Usl. C'è stata una fornitura nazionale solo lo scorso anno per il vaccino pandemico, perché c'erano problemi di approvvigionamento e di altro tipo. Va detto, inoltre, che esistono diverse tipologie di vaccini e attraverso la gara ne abbiamo acquistati tre: il tipo split o sub-unità, destinato ai bambini e agli adulti che non presentano condizioni di immunodepressione, e due tipi adiuvati (contenenti una sostanza che provoca una maggiore produzione di anticorpi da parte dell'organismo) riservati alle persone molto anziane o con problemi di tipo immunitario, compresi i bambini.
La campagna informativa quest'anno partirà più tardi
“La campagna informativa partirà ai primi di novembre, come rinforzo alla campagna vaccinale già iniziata in questi giorni; una partenza anticipata (negli anni scorsi partiva ai primi di novembre) perché c'è il timore che il virus AH1N1, responsabile l'anno scorso dell'influenza pandemica e ancora in circolazione, possa comparire prima del solito. Ricordiamo che, normalmente, il picco dell'influenza è sempre verso metà febbraio, ma lo scorso anno l'influenza pandemica è arrivata tra ottobre e novembre”.
Che cosa possiamo fare tutti per combattere il virus dell'influenza?
“Essendo l'influenza una malattia trasmissibile, possiamo adottare tutti alcune semplici precauzioni per evitare, appunto, di trasmettere l'influenza a chi ci sta vicino: soffiare il naso con un fazzoletto di carta buttandolo non appena utilizzato, coprirsi naso e bocca ogni volta che si starnutisce e lavarsi spesso le mani; quest'ultima è la misura più efficace per contrastare la diffusione dell'influenza”.
Informazioni sulla campagna di vaccinazione, sul vaccino utilizzato, sulle precauzioni da adottare per evitare il diffondersi dei virus possono essere richieste al numero verde del Servizio sanitario regionale dell’Emilia-Romagna 800 033033 (tutti i giorni feriali dalle ore 8,30 alle ore 17,30, il sabato dalle ore 8,30 alle ore 13,30). Se necessario, per approfondimenti, gli operatori del numero verde possono mettere in contatto con i Dipartimenti di sanità pubblica delle Aziende Usl.
