Tigre contro tigre
Piccoli cacciatori di tigri crescono, anche se in questo caso si tratta di zanzare e le “armi”sono la creatività e l’immaginazione di centinaia di bambini e bambine di quarta e quinta elementare che hanno partecipato al concorso “Tigre contro tigre” promosso dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito del progetto regionale “Contro la zanzara tigre facciamoci in 4”. Il risultato? Slogan come “Vuoi evitare il loro prurito? Tieni tutto pulito” oppure “No al pericolo costante? Elimina l’acqua stagnante” e simpatici disegni come quello che propone una zanzara sdraiata su un lettino in spiaggia mentre un aereo trascina nel cielo la scritta “L’estate sta per arrivare… mandiamo in vacanza le zanzare!” Ma come mai sono stati coinvolti anche i bambini nella lotta a questo insetto?
L’epidemia di Chikungunya (malattia di origine virale, causata da un virus, trasmessa tramite le punture della zanzara tigre) verificatasi nel 2007 in provincia di Ravenna ha fatto alzare il livello di guardia e oggi il pericoloso insetto è un sorvegliato davvero speciale; basta pensare, ad esempio, che per monitorarne costantemente la presenza, dal 24 al 31 maggio verranno posizionate su tutto il territorio regionale circa 2.900 ovitrappole che saranno controllate ogni due settimane fino a metà ottobre. I controlli non sono sufficienti, occorre il contributo di tutti e le annuali campagne informative hanno invitato tutti ad adottare semplici comportamenti come evitare il ristagno di acqua nei sottovasi delle piante o utilizzare prodotti larvicidi nei tombini.
Quest’anno la Regione ha individuato un target più mirato e particolarmente sensibile ai temi ambientali, i bambini degli ultimi due anni della scuola primaria: circa 17.000 studenti di 850 classi hanno partecipato a un progetto regionale di educazione ambientale e sanitaria sulla zanzara tigre proposto dal Servizio sanità pubblica della Regione; inoltre, 192 di queste classi si sono iscritte al concorso”Tigre contro tigre” che aveva come obiettivo la realizzazione di un logo e uno slogan sul tema della lotta alla zanzara tigre che potranno essere impiegati in future campagne informative. Al termine del percorso hanno inviato un elaborato 126 classi che corrispondono complessivamente a circa 3.900 bambini e 200 insegnanti: i lavori più interessanti, a giudizio di una giuria di esperti - che ha valutato creatività, originalità ed efficacia - sono arrivati dalle classi di scuole delle provincie di Bologna, Ferrara, Forlì, Parma e Ravenna che come premio parteciperanno ad una giornata di festa presso la Casa delle farfalle a Milano Marittima.
Per maggiori particolari sul coinvolgimento delle scuole e, più in generale, sugli interventi di prevenzione contro la zanzara tigre abbiamo rivolto alcune domande a Paola Angelini (Servizio sanità pubblica della Regione Emilia-Romagna, coordinatrice del Gruppo regionale sorveglianza e lotta alla zanzara) e a Claudio Venturelli (Igiene e sanità pubblica dell’Azienda Usl di Cesena e coordinatore tecnico-scientifico del progetto regionale).
“Il concorso per le scuole - sottolinea Angelini - è parte di un progetto complessivo di attività portate avanti da diversi anni per aumentare le conoscenze e la consapevolezza dei cittadini sulla necessità di partecipare attivamente alla lotta contro la zanzara tigre. Dopo le campagne di comunicazione con manifesti, spot, volantini e altri strumenti, abbiamo pensato ai bambini per cercare di insegnare quali sono le semplici attività di lotta alla zanzara tigre; abbiamo così finanziato un progetto complessivo di educazione nelle scuole, fornendo in particolare ai circa 70 Comuni che vi hanno aderito (ubicati in tutte le Aziende sanitarie della regione) le risorse necessarie ad organizzare un corso nelle scuole elementari, avvalendosi di Centri di educazione ambientale o di propri formatori, se disponibili, con un modulo didattico simile per tutti”.
“Attraverso i Comuni - interviene Venturelli - abbiamo coinvolto una serie di associazioni, cooperative ed istituzioni che già svolgevano un’attività di educazione ambientale nelle scuole e, quindi, già in grado di tradurre i nostri concetti scientifici in un linguaggio più utile e comprensibile per i bambini: facendo alcuni esempi, la cooperativa La Lumaca di Modena, la cooperativa Atlantide di Ravenna, l’Università di Bologna attraverso la cooperativa Eugea (Ecologia Urbana Giardini e Ambiente) e il Centro Agricoltura e Ambiente di Crevalcore. I Comuni hanno dato un contributo importante, organizzando incontri all’interno dei gruppi di lavoro comunali e testimoniando in questo modo l’interesse per il tema. Complessivamente circa 17.000 bambini di tutta la regione hanno partecipato ad incontri in classe con gli esperti (due moduli da due ore ciascuno), nel corso dei quali è stato spiegato un po’ il mondo degli insetti con un focus sulla zanzara tigre (biologia, comportamento, prevenzione, rischi correlati alla sua diffusione) e, più in generale, sulle precauzioni da adottare per difendersi dalle punture di tutte le zanzare. Tutti gli studenti che hanno partecipato alla formazione hanno ricevuto il libro ‘Zanzare, che fare?’ della Regione Emilia-Romagna, edito dalla Giunti, con testi a cura del sottoscritto, che illustra le regole fondamentali per evitare che la zanzara tigre si insedi nel proprio giardino”
Perché è importante coinvolgere i bambini nella lotta alla zanzara tigre?
“I bambini sono molto ricettivi su questi temi - spiega Angelini - e quando vanno a casa diventano i portavoce nelle famiglie, aiutando i genitori a comprendere cosa è meglio fare. In passato abbiamo avuto la dimostrazione che i più piccoli diventano ottimi promotori di comportamenti corretti con diverse altre iniziative, ad esempio per la raccolta differenziata dei rifiuti o per la lotta al tabagismo”.
Prima di proseguire il discorso sul concorso per le scuole, spendiamo ancora due parole sugli aspetti sanitari del problema
“La Regione – dice Angelini - ha attivato fin dal 2005 un percorso complessivo per migliorare la capacità di difendersi dalla zanzara tigre; quando siamo partiti avevamo sullo sfondo la preoccupazione che potesse rappresentare anche un problema di sanità pubblica, con la trasmissione di malattie, e inizialmente abbiamo lavorato essenzialmente per ridurre la soglia di molestie cui i cittadini sono sottoposti. L’epidemia di Chikungunya del 2007 ci ha fatto toccare con mano che un’elevata densità di popolazione di zanzara tigre ci mette in una condizione di potenziale pericolo: gli scambi che i nostri cittadini hanno con i Paesi asiatici, dove la malattia è endemica, sono molto frequenti e può accadere di tornare a casa portando inconsapevolmente con sé il virus; a questo punto un’elevata densità di zanzare aumenta il rischio probabilistico che si scateni un’epidemia. Abbiamo, quindi, la necessità di tenere molto alta l’attenzione sulla lotta a questo insetto, anche perché l’amministrazione pubblica, per quanto curi al massimo possibile gli spazi frequentati da tutti come strade, piazze e parchi, non può mai arrivare capillarmente nelle abitazioni private, dove si sviluppano molti focolai di zanzare. E’, quindi, necessaria un’intensa attività di educazione dei cittadini ai comportamenti corretti”.
Soddisfatti, quindi, dei risultati ottenuti con i bambini?
“Molto soddisfatti, - risponde Venturelli - il livello degli elaborati realizzati per il concorso è stato generalmente alto. I bambini hanno fatto ricorso al loro immaginario fantastico e hanno recepito bene anche il messaggio legato alla zanzara come vettore di malattie in tutto il mondo: dai disegni e dagli slogan è emersa l’importanza di scacciare la zanzara non solo per impedire le punture, ma anche per stare meglio; evitare la puntura, infatti, significa non solo evitare il disagio, ma anche stare in salute. Coinvolgere i bambini ci ha permesso di raggiungere anche gli adulti, non solo nelle famiglie, perché dell’iniziativa si è parlato anche sui giornali locali consentendoci di ribadire quello che andiamo ripetendo da sempre: la zanzara si combatte soprattutto nei giardini delle case perché il 70-80% dei focolai attivi (dove nascono le zanzare) si trova lì; se i privati non fanno la loro parte continuiamo ad avere tante zanzare, con pericoli anche per la salute. A questo proposito sono interessanti i risultati di un’indagine effettuata dal Gruppo regionale sorveglianza e lotta alla zanzara: si è visto che nelle case private si può capire a colpo d’occhio se la zanzara è presente oppure no; tra il 2008 e il 2009 sono state prese in esame circa 1.200 abitazioni nei Comuni più grandi dell’Area Vasta Romagna (Rimini, Forlì, Ravenna, Cesena), osservando in particolare le condizioni del giardino. Ebbene, praticamente in tutti i giardini tenuti in ordine non sono stati trovati focolai di zanzara, mentre nei giardini in disordine i focolai sono stati trovati quasi sempre. L’ordine o il disordine sono, quindi, indicatori importanti”.
Teniamo, allora, in ordine i giardini, perché la zanzara tigre non ama essere disturbata
“Lo slogan potrebbe essere ‘Se curi il tuo giardino allontani la zanzara tigre’. Non dimentichiamoci però di altri luoghi, come i balconi: una volta si diceva che la zanzara tigre rimaneva in basso, non volava oltre il metro e mezzo o i due metri di altezza, ma oggi questo insetto si è italianizzato e ha preso abitudini diverse rispetto a 15 anni fa, quando è arrivato da noi, entra in casa anche ai piani alti e colonizza i balconi”.
Tutti gli elaborati prodotti nelle classi saranno ora raccolti e l’esperienza della prima edizione del concorso sarà utilizzata per gli anni prossimi, per coinvolgere altri giovani “cacciatori di tigre”.
Intanto, c’è chi pensa a biofabbriche in grado di produrre, utilizzando i raggi gamma, grandi quantità di maschi di zanzara sterili da immettere in natura per impedire la riproduzione delle femmine e risolvere il problema alla radice: è un progetto del Centro Agricoltura Ambiente Giorgio Nicoli di Crevalcore (vedi la newsletter di Saluter n° 12 del 15 giugno 2009) al quale la Regione Emilia-Romagna contribuisce con una quota parte di finanziamento e che è alla ricerca di partecipazioni private per passare alla fase industriale. Questo, però, è un altro discorso; per il momento gli esperti sono in attesa di vedere che cosa ci riserva la stagione, perché umidità e temperature basse non aiutano certo a prevedere con esattezza se le prossime settimane ci porteranno un’alta o una bassa densità di zanzare.
Per quanto ci riguarda, non potendo fare nulla contro i capricci della stagione, possiamo però informarci bene sul sito www.zanzaratigreonline.it e seguire le indicazioni di “Contro la zanzara tigre facciamoci in 4”:
- trattare regolarmente (ogni 15 gg circa) i tombini e le zone di scolo e ristagno con prodotti larvicidi;
- eliminare i sottovasi e, ove non sia possibile, evitare il ristagno di acqua al loro interno;
- verificare che le grondaie siano pulite e non ostruite;
- coprire le cisterne e tutti i contenitori dove si raccoglie l’acqua piovana con coperchi ermetici, teli o zanzariere ben tese;
- tenere pulite fontane e vasche ornamentali, eventualmente introducendo pesci rossi che sono predatori delle larve di zanzara tigre.
Per evitare di farsi pungere quando siamo all’aperto, se possibile indossiamo pantaloni lunghi e camicie o maglie a maniche lunghe e usiamo prodotti repellenti sulla pelle.
E… per lasciare le zanzare a bocca asciutta fuori dalle nostre case, non dimentichiamo che esistono anche le provvidenziali zanzariere, ecologiche e sicure barriere tra noi e i fastidiosi pruriti.
