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Emilia-Romagna |
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del Governo italiano |
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home > INFORMAZIONI A |
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Le informazioni di questa sezione sono rivolte a: |
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(aggiornamento 1.6.2003) |
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Non vi sono restrizioni di alcun tipo per i viaggi da e per qualsiasi destinazione del mondo.
L’Organizzazione mondiale della sanità, tuttavia,
raccomanda a coloro che intendono recarsi in un’area
infetta di rinviare il viaggio se possibile. Questo
consiglio è motivato sia dal possibile rischio di
contagio che dalle difficoltà logistiche che si possono
incontrare a causa della SARS.
Nel caso non si possa evitare il viaggio in un’area
infetta si consiglia di adottare alcune normali
precauzioni: |
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informarsi sul rischio della SARS, sulle misure di prevenzione da adottare e sulla situazione esistente nel Paese (regolamenti, centri di informazione, centri sanitari, etc.); |
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verificare la validità della
propria assicurazione sanitaria; |
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portare con sé un termometro, del disinfettante, mascherine e guanti; |
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evitare luoghi affollati e ristretti; |
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osservare le norme di igiene personale, in particolare lavandosi spesso le mani; |
| * |
fare attenzione ai servizi igienici, soprattutto quelli aperti al pubblico; |
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controllare le proprie condizioni di salute e rivolgersi a un medico in caso di febbre, tosse e difficoltà respiratorie. |
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Per ogni evenienza si possono contattare direttamente le
sedi diplomatiche italiane all’estero. L’ambasciata
italiana in Cina, ad esempio, ha messo a disposizione un
numero di telefono dedicato (13520652007).
Passare per un aeroporto di in un’area infetta non vuol
dire essere stati nel Paese e non espone a rischi
particolari per i viaggiatori perché gli aeroporti sono
di solito luoghi molto controllati. |
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(aggiornamento 1.6.2003) |
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Non vi sono attualmente ragioni per porre in
isolamento le persone che provengono da aree infette
e che non avvertono sintomi. Possono, quindi,
svolgere le loro normali attività, come lavorare,
andare a scuola, etc.
Al viaggiatore proveniente da un’area infetta che
arriva in un porto o in un aeroporto italiano viene
chiesto di compilare un modulo per la raccolta di
informazioni sulla provenienza, sulle condizioni di
salute e su come potrà essere eventualmente
rintracciabile nei successivi 14 giorni.
Il
DL 103/2003 prevede inoltre l’obbligo per chi
proviene da un’area infetta, sia con un volo diretto
che avendo precedentemente fatto scalo in un altro
aeroporto, di sottoporsi a un controllo da
parte dei sanitari dell’Ufficio di sanità marittima
e aerea finalizzato a verificarne lo stato di
salute.
Se una persona si sente male in viaggio, deve
avvisare tempestivamente il personale di volo, in
modo che sia predisposta l’assistenza a bordo e
l’accoglienza specifica per il suo caso all’arrivo.
Una persona che proviene o è tornata da un’area
infetta deve tenere sotto controllo la propria
salute per 10 giorni e contattare telefonicamente il
proprio medico o un altro operatore sanitario
dell’Azienda USL se avverte sintomi che lo
preoccupano (febbre, tosse, difficoltà respiratorie, etc.) avvisandolo del viaggio recente. Sarà il
sanitario a indicare le azioni successive. È
comunque sconsigliato donare il sangue per almeno 3
settimane dal ritorno.
La possibilità di contrarre la malattia in aereo è
molto remota perché la ventilazione è assai elevata
e, comunque, il rischio riguarderebbe i passeggeri
che sono a stretto contatto con il malato.
Al momento non ci sono motivi per raccomandare di
rimandare o cancellare eventi (congressi, fiere,
manifestazioni, etc.) a cui potrebbero partecipare
persone provenienti da aree infette. E neppure
motivi per porre queste persone in quarantena a meno
che non abbiano sintomi della malattia. |
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(aggiornamento 1.6.2003) |
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Per quanto si conosce della
trasmissione della
SARS, il rischio di ammalarsi è legato al
contatto stretto con un malato. Un contatto occasionale con un
caso non rappresenta, quindi, un rischio rilevante e non devono essere prese particolari misure, ma solo seguite le normali pratiche igieniche individuali e di pulizia.
Non rappresentano un rischio i lavoratori o gli studenti senza sintomi che rientrano dopo un periodo in un’area infetta. Non debbono, quindi, essere messi in quarantena e possono svolgere le loro normali attività.
È importante soltanto controllare il proprio stato di salute per almeno 10 giorni e, nel caso che si presentino sintomi, rivolgersi telefonicamente al proprio medico di famiglia o un altro sanitario dell’Azienda USL e seguire le sue istruzioni.
I luoghi di lavoro in cui si ritiene che esista un rischio effettivo sono le strutture sanitarie in cui vengono ospitati i malati e i mezzi di trasporto che sono stati utilizzati per trasportarli. Per proteggere gli operatori impegnati e le persone presenti vengono adottate misure specifiche, che
saranno descritte in una sezione ad hoc. In questi casi è opportuno anche che il datore di lavoro e il
responsabile del Servizio sicurezza aggiornino il Documento di valutazione dei rischi previsto dal Decreto legislativo 626/1994 relativamente al rischio biologico (Titolo VIII).
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CHI IMPORTA O LAVORA CON MERCI O MACCHINARI PROVENIENTI DA AREE INFETTE |
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(aggiornamento 1.6.2003) |
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| Non si hanno prove che prodotti, animali, bagagli, macchinari o merci provenienti dalle aree infette possano costituire effettivamente un rischio per la salute pubblica. Ciò è spiegabile sia con la scarsa probabilità che siano stati contaminati che con il tempo trascorso per il viaggio. |
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CHI PENSA DI ESSERSI CONTAGIATO O DI ESSERE AMMALATO |
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(aggiornamento 1.6.2003) |
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| Se una persona presenta i
sintomi della SARS ed è stata in un’area infetta o ha avuto
contatti con un
caso di SARS, o comunque pensa di essere stato contagiato, è bene che rimanga in casa, eviti contatti non necessari,
si metta rapidamente in contatto telefonico con il proprio medico di famiglia o un altro sanitario dell’Azienda USL e segua le sue istruzioni. |
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CHI È STATO OCCASIONALMENTE IN CONTATTO CON UN CASO O PRESUNTO TALE |
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(aggiornamento 1.6.2003) |
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Per quanto si conosce della
trasmissione della SARS il rischio di ammalarsi è legato al
contatto stretto con un malato. Un contatto occasionale con un
caso non rappresenta, quindi, un rischio rilevante e non devono essere prese particolari misure. Devono essere seguite le normali pratiche igieniche personali e di pulizia.
È importante soltanto controllare il proprio stato di salute per almeno 10 giorni e, nel caso che si presentassero sintomi, rivolgersi telefonicamente al proprio medico di famiglia o un altro sanitario dell’Azienda USL e seguire le sue istruzioni.
Una persona che ha avuto un contatto con un malato, comunque, se non presenta sintomi non è considerato un caso ed è libero di svolgere le sue attività abituali (lavorare, andare a scuola, etc.).
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