Logo Agenzia sanitaria regionale Agenzia
sanitaria
regionale
Sorveglianza della SARS in Emilia-Romagna
Logo Regione Emilia-Romagna
Assessorato sanità
Comunicati
e Atti ufficiali

della Regione
Emilia-Romagna
Comunicati
e Atti ufficiali

del Governo italiano
Siti ufficiali
Altri siti
e documentazione
Chi contattare
Crediti
home > INFORMAZIONI A
Le informazioni di questa sezione sono rivolte a:
 
  CHI VIAGGIA
    -  chi parte per un viaggio in un’area infetta
    -  chi torna (o proviene) da un’area infetta
     
  CHI LAVORA O VA A SCUOLA
    -  chi va a scuola o lavora in un posto in cui si è verificato un caso
    -  chi importa o lavora con merci o macchinari provenienti da aree infette
     
  PAZIENTI E FAMILIARI
    -  chi pensa di essersi contagiato o di essere ammalato
    -  chi è stato occasionalmente in contatto con un caso o presunto tale
     
     
     
 
CHI VIAGGIA
CHI PARTE PER UN VIAGGIO IN UN’AREA INFETTA
    (aggiornamento 1.6.2003)
Non vi sono restrizioni di alcun tipo per i viaggi da e per qualsiasi destinazione del mondo.

L’Organizzazione mondiale della sanità, tuttavia, raccomanda a coloro che intendono recarsi in un’area infetta di rinviare il viaggio se possibile. Questo consiglio è motivato sia dal possibile rischio di contagio che dalle difficoltà logistiche che si possono incontrare a causa della SARS.

Nel caso non si possa evitare il viaggio in un’area infetta si consiglia di adottare alcune normali precauzioni:
* informarsi sul rischio della SARS, sulle misure di prevenzione da adottare e sulla situazione esistente nel Paese (regolamenti, centri di informazione, centri sanitari, etc.);
* verificare la validità della propria assicurazione sanitaria;
* portare con sé un termometro, del disinfettante, mascherine e guanti;
* evitare luoghi affollati e ristretti;
* osservare le norme di igiene personale, in particolare lavandosi spesso le mani;
* fare attenzione ai servizi igienici, soprattutto quelli aperti al pubblico;
* controllare le proprie condizioni di salute e rivolgersi a un medico in caso di febbre, tosse e difficoltà respiratorie.
    Per ogni evenienza si possono contattare direttamente le sedi diplomatiche italiane all’estero. L’ambasciata italiana in Cina, ad esempio, ha messo a disposizione un numero di telefono dedicato (13520652007).

Passare per un aeroporto di in un’area infetta non vuol dire essere stati nel Paese e non espone a rischi particolari per i viaggiatori perché gli aeroporti sono di solito luoghi molto controllati.
   

     
CHI TORNA (O PROVIENE) DA UN’AREA INFETTA
    (aggiornamento 1.6.2003)
Non vi sono attualmente ragioni per porre in isolamento le persone che provengono da aree infette e che non avvertono sintomi. Possono, quindi, svolgere le loro normali attività, come lavorare, andare a scuola, etc.

Al viaggiatore proveniente da un’area infetta che arriva in un porto o in un aeroporto italiano viene chiesto di compilare un modulo per la raccolta di informazioni sulla provenienza, sulle condizioni di salute e su come potrà essere eventualmente rintracciabile nei successivi 14 giorni.

Il DL 103/2003 prevede inoltre l’obbligo per chi proviene da un’area infetta, sia con un volo diretto che avendo precedentemente fatto scalo in un altro aeroporto, di sottoporsi a un controllo da parte dei sanitari dell’Ufficio di sanità marittima e aerea finalizzato a verificarne lo stato di salute.

Se una persona si sente male in viaggio, deve avvisare tempestivamente il personale di volo, in modo che sia predisposta l’assistenza a bordo e l’accoglienza specifica per il suo caso all’arrivo.

Una persona che proviene o è tornata da un’area infetta deve tenere sotto controllo la propria salute per 10 giorni e contattare telefonicamente il proprio medico o un altro operatore sanitario dell’Azienda USL se avverte sintomi che lo preoccupano (febbre, tosse, difficoltà respiratorie, etc.) avvisandolo del viaggio recente. Sarà il sanitario a indicare le azioni successive. È comunque sconsigliato donare il sangue per almeno 3 settimane dal ritorno.

La possibilità di contrarre la malattia in aereo è molto remota perché la ventilazione è assai elevata e, comunque, il rischio riguarderebbe i passeggeri che sono a stretto contatto con il malato.

Al momento non ci sono motivi per raccomandare di rimandare o cancellare eventi (congressi, fiere, manifestazioni, etc.) a cui potrebbero partecipare persone provenienti da aree infette. E neppure motivi per porre queste persone in quarantena a meno che non abbiano sintomi della malattia.

 
CHI LAVORA/VA A SCUOLA
CHI VA A SCUOLA O LAVORA IN UN POSTO IN CUI SI È VERIFICATO UN CASO
    (aggiornamento 1.6.2003)
Per quanto si conosce della trasmissione della SARS, il rischio di ammalarsi è legato al contatto stretto con un malato. Un contatto occasionale con un caso non rappresenta, quindi, un rischio rilevante e non devono essere prese particolari misure, ma solo seguite le normali pratiche igieniche individuali e di pulizia.

Non rappresentano un rischio i lavoratori o gli studenti senza sintomi che rientrano dopo un periodo in un’area infetta. Non debbono, quindi, essere messi in quarantena e possono svolgere le loro normali attività.

È importante soltanto controllare il proprio stato di salute per almeno 10 giorni e, nel caso che si presentino sintomi, rivolgersi telefonicamente al proprio medico di famiglia o un altro sanitario dell’Azienda USL e seguire le sue istruzioni.

I luoghi di lavoro in cui si ritiene che esista un rischio effettivo sono le strutture sanitarie in cui vengono ospitati i malati e i mezzi di trasporto che sono stati utilizzati per trasportarli. Per proteggere gli operatori impegnati e le persone presenti vengono adottate misure specifiche, che saranno descritte in una sezione ad hoc. In questi casi è opportuno anche che il datore di lavoro e il responsabile del Servizio sicurezza aggiornino il Documento di valutazione dei rischi previsto dal Decreto legislativo 626/1994 relativamente al rischio biologico (Titolo VIII).
     
CHI IMPORTA O LAVORA CON MERCI O MACCHINARI PROVENIENTI DA AREE INFETTE
    (aggiornamento 1.6.2003)
Non si hanno prove che prodotti, animali, bagagli, macchinari o merci provenienti dalle aree infette possano costituire effettivamente un rischio per la salute pubblica. Ciò è spiegabile sia con la scarsa probabilità che siano stati contaminati che con il tempo trascorso per il viaggio.

 
PAZIENTI E FAMILIARI
CHI PENSA DI ESSERSI CONTAGIATO O DI ESSERE AMMALATO
    (aggiornamento 1.6.2003)
Se una persona presenta i sintomi della SARS ed è stata in un’area infetta o ha avuto contatti con un caso di SARS, o comunque pensa di essere stato contagiato, è bene che rimanga in casa, eviti contatti non necessari, si metta rapidamente in contatto telefonico con il proprio medico di famiglia o un altro sanitario dell’Azienda USL e segua le sue istruzioni.
     
CHI È STATO OCCASIONALMENTE IN CONTATTO CON UN CASO O PRESUNTO TALE
    (aggiornamento 1.6.2003)
Per quanto si conosce della trasmissione della SARS il rischio di ammalarsi è legato al contatto stretto con un malato. Un contatto occasionale con un caso non rappresenta, quindi, un rischio rilevante e non devono essere prese particolari misure. Devono essere seguite le normali pratiche igieniche personali e di pulizia.

È importante soltanto controllare il proprio stato di salute per almeno 10 giorni e, nel caso che si presentassero sintomi, rivolgersi telefonicamente al proprio medico di famiglia o un altro sanitario dell’Azienda USL e seguire le sue istruzioni.

Una persona che ha avuto un contatto con un malato, comunque, se non presenta sintomi non è considerato un caso ed è libero di svolgere le sue attività abituali (lavorare, andare a scuola, etc.).
 

TORNA A INIZIO PAGINA

Glossario,
Definizioni
allarme non giustificato
area infetta
caso
contagio
contatto stretto
esami di laboratorio
letalità
malattia
sorveglianza/controllo
stima del rischio
terapia
virus
Informazioni a:
chi viaggia
chi lavora/va a scuola
pazienti e familiari

a cura della Regione Emilia-Romagna - Direzione generale alla sanità e politiche sociali, Agenzia sanitaria regionale e Unità di crisi per la SARS

e-mail: asrdirgen@regione.emilia-romagna.it

ultimo aggiornamento: 1 dicembre 2005