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La legge regionale n. 29 del 23 dicembre 2004 “Norme generali
sull’organizzazione ed il funzionamento del Servizio sanitario
regionale” prevede, all’articolo 6 comma 1, che le Aziende sanitarie
presentino, unitamente al bilancio d’esercizio, il “Bilancio di
missione, attraverso il quale rendono conto del perseguimento degli
obiettivi di salute ”ad esse“ assegnati dalla Regione e dalle Conferenze
Territoriali Sociali e Sanitarie”.
Il “Bilancio di missione” rientra in senso lato nell’ambito delle forme
di “rendicontazione sociale” ed assume formalmente, nello specifico, il
ruolo di illustrare l’azione istituzionale delle aziende e di rafforzare
il sistema di relazioni intercorrente tra le stesse, la Regione e le
Conferenze territoriali sociali e sanitarie.
La Regione intende in tal modo promuovere un ulteriore e significativo
passo nel processo di riforma della “governance” del sistema sanitario
regionale, nel nome della trasparenza.
Le aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna hanno alle spalle ormai una
consolidata esperienza per quanto riguarda la contabilità generale e si
apprestano a sostenere “la certificazione” dei bilanci (processo avviato
col progetto “Rebisan”). Ma i “bilanci di esercizio”, anche se
certificati, non permettono di risolvere i problemi connessi con
l’esigenza di informare sui risultati “meta-economici” conseguiti dalle
aziende sanitarie.
Da qui, la decisione di adottare, accanto al bilancio di esercizio
generato dalla contabilità economico-patrimoniale (che comunque conserva
il compito di illustrare come l’azienda ha saputo rapportarsi col
rispetto dei vincoli economici e finanziari), un “bilancio di missione”,
attraverso cui cercare di illustrare l'azione istituzionale svolta
dall'azienda sanitaria.
Tra i tanti possibili soggetti interessati all’attività di un’azienda
sanitaria, sono stati individuati i seguenti “destinatari”: la Regione e
le Conferenze territoriali sociali e sanitarie.
Tale scelta è motivata dalla configurazione delle relazioni che
intercorrono fra l’azienda sanitaria e la Regione, che conferisce il
mandato, assegna le risorse e deve garantire i L.E.A. ai cittadini, e
fra l'azienda e gli Enti locali, per il ruolo che gli stessi rivestono
di indirizzo e di verifica dei risultati ottenuti dalle aziende.
L'individuare nelle Conferenze e nella Regione i destinatari del
documento non implica, peraltro, trascurare nella predisposizione del
documento informativo altre relazioni istituzionali di particolare
rilevanza, quali quelle coi professionisti, responsabili del governo
clinico aziendale, e con le formazioni sociali (organizzazioni
sindacali, associazioni di volontariato, comitati misti, etc) in
considerazione del ruolo ad esse riconosciuto a tutela dell'interesse
generale.
L'obiettivo che la Regione si è prefissa è di mettere a punto uno
strumento capace di “dare trasparenza” all’azione istituzionale
dell'azienda, rispondendo alle necessità informative connesse al ruolo
che ciascuno dei soggetti sopra citati riveste in tale sistema di
relazioni. Il “bilancio di missione” è finalizzato a:
- illustrare gli esiti dell’attività istituzionale svolta dall’azienda;
- supportare in modo attivo e dinamico il sistema delle relazioni
intercorrenti fra l’azienda ed i suoi principali interlocutori
istituzionali.
Il “bilancio di missione” viene a configurarsi come lo strumento
attraverso il quale è periodicamente possibile per gli interlocutori
istituzionali verificare la graduale realizzazione degli obiettivi
stabiliti nei piani.
Di conseguenza, gli indicatori accolti per la rappresentazione
“consuntiva” dei risultati istituzionali nell’ambito del “bilancio di
missione” diventano elementi da assumere “a preventivo”, nella fase di
pianificazione e programmazione in cui l’azienda si relaziona con la
Regione e le Conferenze territoriali sociali e sanitarie.
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