Quale è il rischio di essere esposti all'influenza aviaria oggi in Italia?
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Il virus H5N1 di tipo asiatico non è mai stato isolato in Italia. Finora non ci sono state segnalazioni di influenza aviaria dovuta al ceppo H5N1 negli allevamenti italiani.
Il sistema di controllo in atto è molto accurato e prevede sempre l'intervento del veterinario in caso di infezione negli allevamenti. L'influenza in un allevamento è ben visibile e l'allevatore viene risarcito e non ha quindi alcun interesse a nascondere il verificarsi di infezioni. È anche in atto un monitoraggio attraverso l'esame di animali sani presi a campione.
Anche gli uccelli selvatici in Italia vengono costantemente monitorati.
Recentemente, in un'anatra campionata nella provincia
di Modena è stato isolato un virus H5N1 ma diverso da quello asiatico e a bassa patogenicità. Generalmente, infatti, circa il 3% dei volatili selvatici
che migrano o svernano nelle aree umide del nostro paese
sono normalmente portatori di virus a bassa patogenicità e del
sottotipo H5. L'isolamento di questo virus omonimo del ceppo
asiatico, quindi, non modifica l'attuale situazione italiana.
Casi umani di influenza aviaria si sono verificati solo nel sud est asiatico, mentre non è stato diagnosticato alcun caso umano di influenza aviaria in Italia e in Europa.
Il rischio di ammalare per influenza aviaria in Italia al momento non esiste. E poiché non esiste alcuna evidenza che sia possibile la trasmissione tra esseri umani, non è necessaria alcuna misura di restrizione nei confronti delle persone che provengono da zone in cui si sono verificati casi umani di influenza H5N1.