- Cosa è l'influenza aviaria?
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L'influenza aviaria è una malattia virale che colpisce
alcuni volatili.
È stata descritta nei polli per la prima volta proprio in
Italia più di 100 anni fa, nel 1878. Negli anni passati in
Italia sono stati identificati e controllati diversi focolai di
questa malattia fra i polli.
I virus che la causano sono specie-specifici, cioè sono
in grado di infettare alcuni specie di volatili, ma generalmente
non altre specie animali.
Esistono numerosi diversi sottotipi di questi virus che possono
causare l'influenza aviaria. A seconda della pericolosità
(contagiosità, gravità dei sintomi, mortalità)
i virus influenzali si distinguono in virus a bassa e ad alta patogenicità
(LPAI: Low Pathogenicity Avian Virus; HPAI: High
Pathogenicity Avian Virus).
I virus a bassa patogenicità possono causare in volatici domestici
(polli, tacchini), che sono più sensibili di quelli selvatici,
una malattia respiratoria che può essere anche mortale. I
virus ad alta patogenicità provocano generalmente la morte
degli animali, soprattutto se si tratta di volatili domestici.
Alcune specie di volatili selvatici in genere ospitano questi virus
senza ammalarsi e costituiscono il cosiddetto “serbatoio naturale”.
Nel 1997 è stato isolato nel sud est asiatico un nuovo sottotipo
di virus dell'influenza aviaria, denominato “H5N1”.
Questo sottotipo è capace di diffondersi molto rapidamente
tra gli animali allevati e ha infettato molti allevamenti di pollame.
È caratterizzato dall'alta patogenicità e provoca
la morte entro 48 ore dal contagio nella quasi totalità degli
animali infettati.
Per maggior informazioni:
Osservatorio
epidemiologico veterinario regionale della Lombardia (OEVR)
- Come si trasmette l'influenza
aviaria tra gli uccelli?
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L'influenza aviaria si trasmette per via respiratoria attraverso
le secrezioni respiratorie e per contatto diretto tra animali sani
e infetti. In misura minore si trasmette ingerendo materiale fortemente
contaminato da feci infette (per via oro-fecale).
- Quanti casi di influenza aviaria
H5N1 ci sono stati fino ad oggi in Italia?
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Fino ad oggi in Italia non si è verificato alcun caso di influenza
aviaria dovuta al ceppo H5N1, né negli animali, né
tanto meno nell'uomo. Anzi, in Italia, non è stato finora
isolato il virus H5N1.
Si sono verificati, invece, anche di recente, casi di influenza
aviaria causati da ceppi a bassa patogenicità, diversi da
H5N1. L'influenza aviaria è infatti una malattia degli uccelli
abbastanza comune ed ha colpito allevamenti avicoli a più
riprese dal 1997 ad oggi. Questi episodi sono sempre stati contenuti
e debellati attraverso l'applicazione delle misure sanitarie previste
dalle normative.
In particolare viene applicato il principio della massima precauzione
in base al quale si considera l'influenza aviaria, anche quando
è dovuta a ceppi di virus con bassa patogenicità come
se fosse causata da ceppi ad alta patogenicità. Si procede,
quindi, all'abbattimento e alla distruzione dei capi infetti, al
blocco dei trasporti degli animali delle specie sensibili, al controllo
di tutti gli allevamenti presenti nel raggio di 10 km dall'allevamento
colpito.
In Italia non si sono mai verificati casi di contagio di esseri
umani.
Gli allevamenti italiani sono sotto il costante controllo veterinario
e devono rispettare rigide misure igienico-sanitarie. Da anni è
vietata l'importazione di polli o di altre specie avicole dai paesi
in cui si sono manifestati focolai di influenza ad alta patogenicità.
Dal 2005 viene realizzato su tutto il territorio nazionale un piano
di monitoraggio per l'influenza aviaria, che prevede controlli a
campione negli allevamenti avicoli e nelle zone umide in cui si
concentrano gli uccelli selvatici.
- C'è un piano
di sorveglianza regionale in Emilia-Romagna?
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Dal 2000 in Emilia-Romagna viene realizzato un Piano regionale
di monitoraggio permanente che prevede il controllo periodico di
tutti gli allevamenti avicoli e di tutti gli impianti di macellazione
da parte dei Servizi veterinari delle Aziende USL.
I risultati dei controlli sono regolarmente pubblicati sul sito
web del Centro emiliano-romagnolo di epidemiologia veterinaria (CEREV).
Recentemente la sorveglianza è stata intensificata per valutarne
più approfonditamente il ruolo degli uccelli migratori nella
trasmissione del virus. È previsto un esteso programma regionale
di cattura e inanellamento di uccelli selvatici, che verranno sottoposti
periodicamente ad esami e poi di nuovo liberati nell'ambiente.
Per maggior informazioni:
Centro emiliano-romagnolo di epidemiologia veterinaria (CEREV)