Circolare
n.8 Chiarimenti su problemi interpretativi della deliberazione di Giunta regionale n.
125/99 concernente "Primi provvedimenti applicativi della L.R. 34/98"
Con
la presente si forniscono i primi chiarimenti sui quesiti inerenti lapplicazione
della deliberazione di Giunta regionale n. 125 dell8 febbraio 1999, al fine di
agevolare le strutture sanitarie nella compilazione della documentazione prevista dalle
procedure per lautorizzazione al funzionamento delle strutture sanitarie.
I quesiti pervenuti riguardano sia problematiche di carattere generale
che temi più specifici. Le risposte sono state valutate anche dal tavolo permanente di
consultazione e coordinamento regionale, istituito con determinazione del Direttore
Generale Sanità, n. 4553 del 3 giugno 1999, composto oltre che da funzionari
dellAssessorato alla Sanità e dellAgenzia Sanitaria Regionale, da
rappresentanti dei Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende sanitarie e delle
Associazioni di categoria della sanità privata della Regione Emilia-Romagna.
Le corrette interpretazioni sui temi specifici sono evidenziate
nellallegato 1 alla circolare, mentre per quanto riguarda gli aspetti di
carattere generale si fa presente quanto segue:
1. Relativamente alle sinergie, contratti e convenzioni tra privati
e privati/pubblici, ecc., considerato che la problematica rappresenta uno degli
aspetti innovativi che si è prefissata la Regione Emilia-Romagna con la legge regionale
n. 34/98, questo Assessorato ritiene che anche alle strutture private di ricovero e cura e
ambulatoriali debba essere estesa la possibilità di ricorrere a services esterni per i
servizi sanitari e non sanitari, di supporto. Il ricorso a services esterni dovrà
comunque avvenire, sia per la sanità pubblica che privata, unicamente nellambito
dei servizi e delle attività già previsti dalla programmazione regionale e locale.
E ovvio che le strutture che gestiscono le attività in service devono essere in
possesso dei requisiti di legge e, quando necessario, autorizzate allesercizio delle
attività stesse.
2. Per quanto riguarda il ruolo e la composizione delle Commissioni
aziendali, si rinvia a quanto già puntualizzato nella circolare regionale n. 6/99,
mentre i compiti attribuiti dallart. 7 della L.R. n. 34/98 alle Commissioni
stesse si articolano come segue:
- Il parere che le Commissioni aziendali devono esprimere al Comune si basa
sullesame dei "Piani di adeguamento" allegati alle autocertificazioni.
- La procedura di accertamento per verificare lavvenuto adeguamento, prevista dal
4° comma, dovrà avvenire solamente quando attivata dal Comune, a partire dal 60° giorno
antecedente la scadenza dei termini previsti.
- Il sopralluogo è da effettuarsi attraverso la costituzione del gruppo ispettivo.
3. Con riferimento alle problematiche legate alla gestione dei tempi di
adeguamento, in particolare i "tempi zero",
si rileva che:
- Il possesso del requisito previsto al "tempo dato" è garantito
dallevidenza dichiarata alla colonna 5 della griglia illustrata nel "Manuale
dellutente", o da misure alternative che garantiscano i livelli di sicurezza e
funzionalità evidenziati dal requisito stesso.
- Per quanto riguarda i "tempi zero" la "evidenza dichiarata" può
comprendere anche il dimostrato avvio delle procedure per lesecuzione, nei tempi
strettamente tecnici, delle opere necessarie.
Al termine del periodo temporale necessario, la struttura comunica al
responsabile della Commissione aziendale lavvenuto adeguamento al requisito. La
Commissione nellambito dellattività istruttoria può attivare i gruppi
ispettivi per effettuare verifiche, anche a campione, sulladeguamento della
struttura al requisito.
Si precisa che per dare immediata operatività alle risposte ai
quesiti, eventuali specificazioni sui requisiti del Manuale dellutente, che possono
comportare modifiche alle "evidenze" indicate nella delibera di Giunta regionale
n. 125/99, saranno comunque oggetto di un apposito provvedimento deliberativo di riepilogo
complessivo.
Infine, si invitano i Direttori Generali delle AUSL ad inviare i
provvedimenti di nomina delle Commissioni aziendali per lautorizzazione, così come
già richiesto con la precedente circolare regionale n. 6/99.
Distinti saluti.
IL DIRETTORE GENERALE SANITA
Tiziano Carradori