- Che cos’è l’influenza A H1N1?
E’ un’infezione virale acuta dell’apparato respiratorio. Si differenzia dall’influenza stagionale perché è provocata da un nuovo virus, che inizialmente colpiva solo gli animali, ma ha subito mutazioni genetiche che lo hanno reso trasmissibile anche all’uomo. Essendo un nuovo tipo di virus si diffonde più rapidamente rispetto a quello dell’influenza stagionale, perché la maggior parte delle persone non ha anticorpi specifici protettivi nei confronti di questo virus.
- Quali sono i sintomi di questa malattia?
L’influenza A H1N1 si manifesta come una normale influenza stagionale. Come l’influenza stagionale, presenta manifestazioni cliniche lievi e la malattia si risolve in pochi giorni. I sintomi sono febbre alta, brividi, mal di gola, tosse, dolori muscolari, malessere generale e, specie nei bambini, mal di pancia, vomito, diarrea. Come l’influenza stagionale può causare complicazioni, soprattutto per le persone che già hanno malattie croniche, ma tranne casi eccezionali (valutati 1 caso su 1000) si guarisce senza gravi conseguenze.
Si propaga rapidamente, ma non sono giustificati allarmismi
- Come si trasmette la malattia?
Come tutti i virus influenzali, si trasmette con le gocce di saliva attraverso il contatto diretto o la tosse e gli starnuti delle persone malate, ma anche per mezzo del contatto con materiale infetto (ad esempio fazzolettini usati) o toccando con le mani superfici contaminate dalle secrezioni respiratorie
- Quali sono le persone più a rischio di complicanze respiratorie?
In generale, sono stati identificati tre gruppi di popolazione a maggior rischio di sviluppare complicanze, come polmoniti e insufficienza respiratoria, connesse alla nuova influenza A H1N1: persone con malattie croniche, donne in gravidanza, bambini.
1) Persone con malattie croniche
(diabete, malattie cardiovascolari, malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio e altre condizioni che limitano la funzione respiratoria, per esempio l'obesità grave)
In particolare, hanno maggiori rischi di complicanze le persone con:
- malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio (inclusa l'asma, la displasia broncopolmonare,
la fibrosi cistica e la broncopatia cronica ostruttiva)
- gravi malattie dell'apparato cardio-circolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite
- diabete mellito e altre malattie metaboliche
- malattie renali con insufficienza renale
- malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie
- tumori
- malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale
- patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici
- malattie associate ad aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (es. malattie neuromuscolari)
- gravi epatopatie e cirrosi epatica
- immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV
- malattie congenite ed acquisite che comportino carente produzione di anticorpi
- obesità con indice di massa corporea (BMI)>30 e gravi patologie concomitanti
2) Donne in gravidanza
A parità di età, le donne in gravidanza si ammalano più facilmente rispetto alle donne non
gravide e in modo più serio, soprattutto se sono presenti anche altre condizioni patologiche (es. obesita',
cardiopatie, malattie respiratorie, ecc.). Vi è quindi un generale consenso nell'identificare la gravidanza
come uno tra i maggiori fattori di rischio per gravi complicanze, in particolare di tipo respiratorio
3) Bambini
In particolare, i bambini sotto i due anni di età.
La nuova influenza registra, inoltre, rari casi di complicanze gravi anche in persone sane e giovani,
mentre tra le persone anziane (sopra i 65) appare meno diffusa
- Come va affrontata la malattia?
In generale è da preferire l’assistenza a domicilio. Normalmente è sufficiente il riposo e l’assunzione
di antipiretici.
Alla presenza di sintomi influenzali che persistono da giorni telefonare al proprio medico/pediatra di famiglia: sarà lui a
valutare se è sufficiente la consulenza telefonica, se occorre la visita in ambulatorio o a domicilio, se è opportuno
il ricovero o la consulenza specialistica
- Che cos’è la pandemia influenzale?
Quando emerge un nuovo ceppo di virus influenzali per il quale la maggioranza della popolazione non ha immunità,
questo ceppo si può definire pandemico.
Normalmente questo avviene perché un ceppo influenzale animale combina i suoi geni con un ceppo influenzale umano e diventa capace di
infettare gli uomini. La malattia diventa, in questo caso, molto contagiosa e si diffonde rapidamente in tutti i continenti.
Ci sono state pandemie, causate da diversi virus influenzali: nel 1889 (russa), 1900 (Hong Kong), 1918 (spagnola), 1957 (asiatica), 1968
(Hong Kong), 2009 (H1N1).
- Sono previste misure straordinarie per organizzare la sanità nel periodo epidemico?
Nelle settimane di picco epidemico sono previste misure straordinarie come l’ampliamento, fino a copertura giornaliera, del servizio di guardia medica e la predisposizione di ambulatori dedicati a libero accesso. Il SSR è preparato ad affrontare un picco pandemico che potrebbe colpire un quarto della popolazione. Per le necessità di assistenza e di controllo epidemiologico il SSR può assicurare l’operatività sulle 24 ore
- Si sono già verificate mutazioni del virus?
Di recente in Norvegia si è riscontrata una mutazione del virus isolato da tre persone. Tuttavia
questo dato non desta motivi di particolare allarme, in quanto il fenomeno non è diffuso e non
è correlato ad una maggiore contagiosità o gravità della malattia. Inoltre, il virus mutato resta
comunque sensibile sia ai farmaci antivirali che al vaccino attualmente in distribuzione.