Il sistema di sorveglianza e di controllo in Emilia-Romagna
I primi casi della nuova influenza umana da virus A H1N1 si sono verificati nell’aprile 2009 in Messico ed erano legati a contatti ravvicinati tra maiali e uomo; il nuovo virus A H1N1 è infatti un virus di derivazione suina che si è adattato all’uomo ed è diventato trasmissibile da persona a persona.
L´epidemia si è poi diffusa molto rapidamente in tutti i continenti e a giugno 2009 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha ufficialmente dichiarato lo stato di "pandemia".
La sorveglianza epidemiologica, come per tutte le malattie infettive, si pone l’obiettivo di monitorare la diffusione temporale e spaziale della malattia, di intercettare tempestivamente fenomeni che potrebbero far pensare a eventuali mutazioni del virus e di verificare se gli strumenti di contrasto adottati si sono dimostrati efficaci.
Nelle fasi iniziali della pandemia è stata attivata la sorveglianza dei soggetti che rientravano da viaggi all’estero (da zone in cui si erano verificate epidemie da A H1N1) e dei loro contatti con altre persone al rientro; successivamente si è passati alla sorveglianza dei casi locali, cioè di infezioni “autoctone”, di persone che sono state contagiate senza rapporti con persone rientrate da viaggi, per accertare la capacità del virus di trasmettersi sul nostro territorio. Quando questo fenomeno è stato accertato ed è divenuto imponente, la sorveglianza si è concentrata dunque sui focolai numerosi o presenti in collettività a rischio e sulle persone ricoverate in ospedale per complicanze delle sintomatologie influenzali.
Nel frattempo è stata rafforzata la rete dei medici “sentinella” (Sistema Influnet) diffusa in modo omogeneo sul territorio nazionale e costituita da medici di medicina generale e pediatri di libera scelta a cui è stato affidato il compito di segnalare tutte le sindromi simil-influenzali diagnosticate nel corso della propria attività professionale, consentendo così il monitoraggio dell’andamento dell’influenza.
Nella fase attuale di pandemia, in Emilia-Romagna, sono dunque attivi i seguenti sistemi di sorveglianza:
- sistema dei medici sentinella (124 medici e pediatri di famiglia che monitorano l’infezione tra i loro assistiti);
- sistema delle scuole sentinella (200 scuole da nidi d’infanzia a scuole medie secondarie (rappresentative della realtà regionale) che monitorano, in un giorno specifico della settimana, le assenze scolastiche);
- monitoraggio degli accessi ai Pronto soccorso e dei ricoveri per sindromi influenzali con complicanze.
Particolare attenzione viene dedicata ai casi gravi in ricovero, che hanno mostrato serie complicazioni; in questi casi viene eseguito anche il tampone faringeo, che serve per identificare e diagnosticare la presenza del virus A H1N1.
La ricerca della presenza del virus A H1N1, oltre che nelle persone ricoverate in gravi condizioni, è riservata solo a soggetti sintomatici scelti dai medici sentinella, non per una finalità di diagnosi o di cura - in quanto l’identificazione del virus non è, in tali casi, di alcuna utilità – ma al fine di attuare la sorveglianza virologica, identificando cioè i virus influenzali che circolano nel territorio ed eventuali virus mutati.
Per i dati aggiornati consulta la sezione “Stato dell’infezione del virus A H1N1 in Emilia-Romagna”