Influenza A H1N1 - La prevenzione è nelle tue mani

Il programma vaccinale e dati regionali sulle vaccinazioni effettuate

In tutti i Paesi dove si sono sviluppate epidemie da virus A H1N1 le persone più colpite sono risultate essere i bambini e i giovani  mentre gli anziani sono molto meno interessati da questa influenza molto probabilmente perché hanno una “memoria immunitaria” rispetto a virus analoghi, anche se non identici, circolati in epidemie verificatesi nelle prima metà del secolo scorso. Dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità indicano che il 75% degli affetti ha meno di 20 anni, il 10% meno di 2 e solo il 10% più di 40 anni: i casi al di sopra dei 65 anni sono rari.
Nonostante l’andamento del quadro clinico dell’infezione sia già apparso, nella maggioranza dei casi, non grave e simile a quello determinato dalla normale influenza stagionale, si è visto che le  condizioni che espongono a maggior rischio di complicanze polmonari  gravi sono le malattie croniche in particolare quelle dell’apparato respiratorio e  i disturbi del sistema immunitario. Inoltre in questa influenza si sono dimostrati a rischio di complicanze anche le persone affette da obesità grave e le donne in  gravidanza.
La vaccinazione è il modo migliore per prevenire l’infezione influenzale e, conseguentemente, le sue complicanze.
Il programma vaccinale durante una pandemia risponde a diversi obiettivi, quali:

  • ridurre il numero di casi gravi e di morti, proteggendo le persone che possono essere più a rischio di malattia severa e di complicanze per patologie preesistenti o per altre condizioni favorenti;
  • evitare il rischio di trasmissione del virus da parte del personale sanitario e socio-sanitario impegnato nella  cura delle persone in ospedale, in residenze assistenziali, in ambulatorio, a domicilio.
  • evitare che si interrompano i servizi essenziali alla collettività a causa di assenze dal lavoro per malattia  (il personale sanitario e socio-sanitario, i donatori di sangue, il personale delle forze di pubblica sicurezza e della protezione civile...)

Alla luce di tutto ciò il Ministero della salute italiano, in coerenza con ciò che è stato attuato in quasi tutti gli altri Paesi, ha deciso di vaccinare secondo le seguenti priorità:

  1. personale sanitario e sociosanitario;
  2. le donne al 2° e 3° trimestre di gravidanza;
  3. le persone di età compresa tra 6 mesi e 17 anni con patologie croniche preesistenti che le mettono a rischio di complicanze, nonché i bambini tra 6 e 24 mesi nati pre-termine;
  4. gli adulti di età inferiore ai 65 anni con patologie croniche preesistenti;
  5. gli addetti a servizi essenziali (personale delle forze di pubblica  sicurezza e della  protezione civile; personale del  corpo nazionale dei vigili del fuoco del Ministero dell'interno; personale delle forze  armate;  personale che assicura i servizi pubblici essenziali ; donatori di sangue periodici);
  6. le mamme di bimbi di età inferiore a 6 mesi o, in loro assenza, le persone che assistono i bimbi in maniera continuativa. La vaccinazione è mirata a proteggere i bimbi di età inferiore ai sei mesi che non possono essere vaccinati;
  7. I bambini di età superiore a 6 mesi che frequentano l'asilo nido; minori che vivono comunità residenziali;

In una seconda fase, probabilmente a partire da gennaio 2010, verranno vaccinati tutti i bambini e i giovani di età compresa fra i 6 mesi e i 27 anni non compresi nei punti precedenti.

La vaccinazione verrà offerta con modalità differenti:

  • per gli operatori sanitari l’offerta vaccinale è iniziata dal 15 ottobre, a cura delle Direzioni aziendali, e viene eseguita dai medici competenti o dai servizi vaccinali delle Aziende sanitarie direttamente sul luogo di lavoro;
  • i bambini e i ragazzi con malattie croniche (da sei mesi a 17 anni) sono invitati, tramite una lettera indirizzata ai genitori, a recarsi presso le Pediatrie di comunità per la vaccinazione. Anche i nati prematuri, i minori ospitati in comunità e i bimbi che frequentano gli asili nido sono vaccinati dai servizi dell’Aziende Usl (sempre previa lettera di invito inviata dall’Azienda Usl);
  • gli adulti con patologie croniche o disturbi del sistema immunitario, dai 18 anni ai 64 anni sono invitati, tramite una lettera al loro domicilio inviata dall’Azienda Usl di residenza, a rivolgersi al proprio medico di famiglia  che darà loro indicazioni sulle modalità di vaccinazione (eseguita dal medico stesso o dall’ambulatorio vaccinale dell’Azienda Usl di residenza);
  • per gli operatori dei servizi essenziali  la vaccinazione sarà a cura del datore di lavoro, nei luoghi di lavoro o ambulatori vaccinali delle Aziende sanitarie, secondo gli accordi stabiliti dai datori di lavoro con i Servizi di igiene e sanità pubblica delle Aziende Usl.

Fornitura vaccino



Vaccinazioni per influenza A/H1N1 eseguite dalle Aziende Sanitarie della regione Emilia-Romagna