Influenza A H1N1 - La prevenzione è nelle tue mani

L’organizzazione dell’assistenza, l’utilizzo degli antivirali, i comportamenti per la prevenzione

L’organizzazione dell’assistenza: medici e pediatri di famiglia, guardia medica, servizi del territorio e servizi ospedalieri

L’influenza A H1N1 si presenta con gli stessi sintomi dell’influenza stagionale (tosse, febbre oltre i 38°, mal di gola, raffreddore, dolori muscolari, e nei piccoli, vomito e diarrea) ed è da privilegiare l’assistenza a domicilio.
Normalmente è sufficiente il riposo e l’assunzione di antipiretici. Se i sintomi persistono per alcuni giorni, occorre rivolgersi telefonicamente al proprio medico di famiglia: sarà lui a valutare se è sufficiente una consulenza telefonica, se occorre un accesso all’ambulatorio, una visita domiciliare, se è opportuno un ricovero o una consulenza specialistica.
In caso di sintomi in bambini piccoli e in persone con patologie croniche o disturbi del sistema immunitario occorre rivolgersi tempestivamente al proprio medico o pediatra di famiglia.
Medici e pediatri di famiglia sono raggiungibili telefonicamente tutti i giorni feriali dalle ore 8 alle ore 20. Se al momento della telefonata non sono raggiungibili provvedono a richiamare l’assistito. In assenza di sintomi gravi, non occorre recarsi al Pronto soccorso: non è necessario dal punto di vista assistenziale e provoca rischi di diffusione dell’infezione (per le tante persone che normalmente sono in Pronto soccorso).
Considerando la crescita del diffondersi dell’epidemia, così come previsto dal Piano pandemico regionale, la Regione ha predisposto l’attivazione di misure straordinarie con il potenziamento dei servizi assistenziali.
A supporto della attività di medici e pediatri di famiglia (raggiungili telefonicamente, come già detto, ogni giorno feriale dalle ore 8 alle ore 20), è stato potenziato il servizio di continuità assistenziale (la guardia medica) attivo anche nelle ore diurne, oltre che il sabato pomeriggio e i festivi. La guardia medica è dunque attiva 24 ore su 24.
Per facilitare l’accesso e per garantire quanto possibile la riduzione del contagio, sono stati predisposti ambulatori, pediatrici e per adulti, collocati vicino ai Pronto soccorso ospedalieri dedicati alle persone con sintomatologie influenzali (tosse, febbre oltre i 38°, mal di gola, raffreddore, dolori muscolari, e nei piccoli, vomito e diarrea).
Sono stati inoltre attivati percorsi facilitati per le persone che necessitano di esami radiologici o di laboratorio (raggi x torace, esami del sangue)  per monitorare i casi seguiti a domicilio dal medico e dal pediatra di famiglia. 

L’uso degli antivirali
Gli antivirali sono una categoria di farmaci attivi contro le infezioni causate da virus, a differenza degli antibiotici che sono attivi verso le infezioni provocate da batteri. In particolare gli antivirali agiscono inibendo la moltiplicazione del virus.
Il virus A H1N1 è sensibile solo ad alcuni farmaci antivirali, detti inibitori delle neuraminidasi. (oseltamivir e zanamivir).

L’uso dei farmaci antivirali in modo indiscriminato in tutte le persone con sintomi influenzali non è consigliato in quanto potrebbe causare la comparsa di ceppi virali resistenti a tali farmaci; inoltre, soprattutto nei bambini, possono provocare effetti collaterali. Per questi motivi l’uso degli antivirali per la cura  deve essere limitato a casi individuati dal medico curante in base ai seguenti criteri:

  • bambini e adulti ricoverati in ospedale per forme gravi attribuibili alla influenza da virus  A H1N1 (che presentino cioè dispnea, ipossia, shock ipotensivo, alterazione del sensorio);
  • bambini e adulti con sintomi influenzali, in forma non grave, se appartenenti ai gruppi a rischio per gravi complicanze, che presentano cioè patologie croniche quali malattie croniche polmonari, cardiache, epatiche, renali, ematologiche, neuromuscolari, metaboliche (compreso il diabete), malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale, immunodepressione congenita o acquisita (HIV), malformazioni congenite, paralisi cerebrali;
  • donne in gravidanza con malattie croniche preesistenti, oppure con sintomi influenzali in forma grave. In questi casi il trattamento può essere effettuato durante tutti i nove mesi della gravidanza, e dunque anche nel I trimestre, dal momento che non c’è evidenza in letteratura di danni al feto (teratogenicità).

Si ricorda che il trattamento con i farmaci antivirali è tanto più efficace quanto prima viene iniziato, possibilmente entro i primi due giorni dal manifestarsi dei sintomi. Il trattamento normalmente dura 5 giorni. 

L’uso degli antivirali come profilassi (cioè  per evitare il contagio una volta che si è entrati in contatto con una persona ammalata) va considerato nel caso di persone con patologie croniche non vaccinate che abbiano avuto contatti stretti con persone malate.

Cosa fare per proteggere se stessi e gli altri dal virus a h1n1
Sono semplici ma importanti le misure per proteggersi e per evitare la diffusione del virus. Come esplicitato nei materiali informativi (consulta la sezione “Campagne di comunicazione”), questi sono i comportamenti raccomandati:

  • lavarsi spesso e bene le mani soprattutto dopo aver tossito, starnutito, essersi soffiato il naso;
  • coprirsi la bocca e il naso quando si starnutisce o si tossisce;
  • gettare il fazzolettino di carta subito dopo l’uso;
  • arieggiare spesso gli ambienti ove si soggiorna o si dorme;
  • mantenere pulite le superfici.