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Welfare. Apre a Castiglione dei Pepoli (Bo) una casa per persone disabili, finanziata con la legge ‘Del dopo di noi’. Dalla Regione contributi per 800 mila euro. La vicepresidente Gualmini al taglio del nastro: “Crediamo e sosteniamo con forza questi progetti, che rappresentano un grande atto di civiltà”

Inserita nel Centro polifunzionale già attivo, che comprende un’area diurna per disabili, il centro di protezione civile della Valle del Setta, lo spazio Avis per la donazione di sangue, la struttura ospiterà durante il fine settimana piccoli gruppi di persone per favorirne l’autonomia. Oltre mille interventi realizzati e 860 cittadini assistiti, in tutta l’Emilia-Romagna, grazie a questa legge e ai contributi regionali

23/03/2019 12:32

Bologna - Quattro camere (due doppie e due singole), una cucina attrezzata, una sala comune dove riunirsi e svolgere insieme le più comuni attività quotidiane: è la nuova casa per persone disabili ricavata nello stesso edificio in cui sorge il Centro polifunzionale di Castiglione dei Pepoli (Bo). Un appartamento di 400 metri quadrati, moderno e funzionale, che rientra tra le cosiddette “Scuole di autonomia” previste dalla legge “Del dopo di noi”;destinato a piccoli gruppi di persone disabili, nasce con un preciso obiettivo: aiutarli ad intraprendere un percorso di autonomia e distacco progressivo dalla famiglia.

Taglio del nastro questa mattina con la vicepresidente della Regione e assessore al Welfare, Elisabetta Gualmini, il sindaco di Castiglione dei Pepoli, Maurizio Fabbri, la direttrice dell’Azienda Ausl di Bologna, Chiara Gibertoni, il presidente della cooperativa Bologna Integrazione Anffas, Giandario Storace, Enzo Quargnolo e Marco Mastacchi, rispettivamente direttore e presidente del Comitato di Distretto sociosanitario dell’Appennino bolognese.

Con la realizzazione di questo grande appartamento, gestito dalla cooperativa Bologna Integrazione Anffas, viene ultimata la riunificazione in un unico complesso di molteplici servizi: l’areadiurna per disabili “Arcobaleno” (anch’essa gestita da Anffas), il centro di Protezione civile della Valle del Setta, lo spazio Avis per la donazione del sangue e una piccola abitazione per due persone.

L’edificio, realizzato con un investimento complessivo superiore ai due milioni di euro, di cui quasi 800 mila messi a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna, occupa una superficie complessiva di 1.500 metri quadrati su due piani (terra e seminterrato).

“Con questa nuova realtà aumentano in regione gli interventi realizzati grazie alla legge ‘Del dopo di noi’, che a soli due anni dalla sua applicazione ha consentito di realizzare in Emilia-Romagna oltre mille interventi e di raggiungere 860 persone- ha sottolineato la vicepresidente e assessore al Welfare, Elisabetta Gualmini-. Come Regione abbiamo sostenuto con forza l’approvazione di questa legge, per offrire a moltissime famiglie la possibilità di guardare al futuro dei propri figli disabili con maggiore serenità. Per finanziare gli interventi previsti dalla legge, la Giunta regionale ha già messo a disposizione delle Aziende sanitarie del territorio oltre 13 milioni di euro, ai quali se ne aggiungeranno altri 4 entro la fine del 2019. Un atto di civiltà che continueremo a sostenere”.

Gli interventi per il ‘Dopo di noi’ realizzati in Emilia-Romagna

In Emilia-Romagna sono complessivamente 91 le soluzioni residenziali utilizzate su tutto il territorio per progetti del “Dopo di noi” tra Gruppi appartamento, Abitazioni per piccoli gruppi e convivenza stabile e Appartamenti Palestra o Scuole di autonomia per soggiorni a termine. Le più diffuse sono queste ultime, che consistono in appartamenti dove le persone con disabilità, ancora assistite dai propri familiari anche se ormai anziani, imparano a rendersi il più possibile autonomi nella gestione della vita quotidiana (cucinare, fare la spesa, pulire la casa, prendersi cura della propria persona), preparandosi ad uscire dalla famiglia di origine. Le persone coinvolte in questi soggiorni a termine sono state 482.  

Altri interventi hanno riguardato 325 persone, ormai prive di sostegno familiare, ospitate in piccoli appartamenti (da 3 a 5 ospiti), che non prevedono la presenza di personale giorno e notte, oppure in gruppi-appartamento, che garantiscono una presenza maggiore di personale educativo ed assistenziale e dunque una situazione più adeguata a chi ha meno autonomia.

144 interventi hanno inoltre riguardato percorsi di accompagnamento per l’uscita programmata dal nucleo familiare di origine o da strutture residenziali ritenute meno adeguate, con la successiva accoglienza in piccoli appartamenti per l’autonomia o gruppi appartamento. Infine, sono stati 55 i tirocini finalizzati all’inclusione e 58 i ricoveri temporanei in strutture residenziali, per fornire alle famiglie assistenza in particolari casi di emergenza. /Ti.Ga.

In allegato le foto della struttura

 

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