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Conservazioni documenti informatici. L’IBACN già al lavoro per consegnare al più presto all’Autority per la Concorrenza la bozza di testo-base per gli accordi tra l’Istituto ed altre istituzioni interessate ad avvalersi dei servizi di conservazione digitale dei documenti

30/01/2017 18:42

Bologna – “Come abbiamo già affermato almeno un mese fa, con una nota pubblicata sul sito web dell’IBACN, ci siamo subito messi al lavoro per adeguare gli schemi di accordo tra Polo archivistico regionale dell'Emilia-Romagna e altri interlocutori istituzionali per quanto riguarda l’attività di conservazione di documenti informatici. E questo per adempiere al parere dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, reso noto lo scorso 19 dicembre”

Così Alessandro Zucchini, direttore dell’Istituto per i Beni Artistici Culturali e Ambientali in merito alla questione sollevata da alcune aziende presso l’Autority, il cui parere è stato reso noto oggi da alcune fonti.

La vicenda riguardava l’ipotesi, sostenuta da queste aziende, secondo cui le attività svolte dal Polo archivistico regionale dell'Emilia-Romagna (PARER) in favore di altre pubbliche amministrazioni, potessero infrangere regole italiane ed europee in materia di concorrenza. In particolare, da parte della Autority, si segnalava l’opportunità prevedere una maggiore condivisione dei compiti tra le parti, per la realizzazione in comune dell’interesse pubblico perseguito, e di prevedere il rispetto del principio secondo il quale gli oneri devono essere limitati al ristoro delle spese effettivamente sostenute per le attività di archiviazione.

“Nel parere- spiega Zucchini- sono state formulate dall’Autority alcune osservazioni relative agli accordi per lo svolgimento dell’attività di conservazione dei documenti informatici, sottoscritti dal nostro istituto con alcuni enti e amministrazioni locali con sede al di fuori del territorio regionale. Da parte nostra- conclude il direttore Zucchini- nel giorno stesso in cui abbiamo letto il parere ci siamo messi al lavoro per modificare gli schemi di accordo, per sottoporre il nuovo testo ad una verifica preventiva da parte dell’Autorità stessa, come richiesto”

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Pubblicato il 29/01/2015 — ultima modifica 29/01/2015
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