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Welfare. La coabitazione come antidoto alla solitudine. La Regione sperimenta nuovi modi di abitare per garantire assistenza, dignità e autonomia agli ammalati gravi e anziani non autosufficienti, in alternativa al ricovero in strutture protette

Un nuovo modello di assistenza al quale l’Emilia-Romagna guarda con interesse.

09/01/2018 17:20

Bologna- Continuare a vivere in casa propria, anche quando la malattia rende difficile continuare a farlo senza incontrare difficoltà a svolgere le attività quotidiane. E’ un tema molto presente in Emilia-Romagna, che coinvolge fasce sempre più estese della popolazione. In una regione dove la popolazione anziana – con più di 65 anni di età- ha superato il milione e gli ultra 75enni rappresentano oltre il 23% del totale dei residenti, l’esigenza di realizzare soluzioni abitative in grado di garantire autonomia, coesione sociale e buona qualità della vita diventa sempre più impellente.

Si è parlato di questo oggi in viale Aldo Moro, a Bologna, nel convegno “Prima della non autosufficienza: nuove forme di abitare sociale e domiciliarità”. A illustrare le azioni avviate dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito delle proprie politiche abitative, urbanistiche, sociali e sanitarie, l' assessorato al welfare e Politiche sociali della Regione Emilia-Romagna. Dall'assessorato, infatti, si sottolinea come la sfida della non autosufficienza stia diventando sempre più centrale in ogni agenda pubblica per due grandi motivi: quello più noto dell’invecchiamento demografico esponenziale e quello, meno conosciuto, dello sgretolamento delle reti familiari preposte alla cura degli anziani. E ancora,  come si renda necessario ragionare in termini di domiciliarità permanente  anche in caso di non autosufficienza per allontanare sempre di più la sanitarizzazione spinta. In coclusione, dall'assessorato si auspica vengano promosse le condizioni per lanciare un piano regionale delle fragilità per i prossimi anni’.

L’impegno della Regione: nel 2016 oltre 15 mila gli anziani assistiti a domicilio e quasi 9 mila hanno ricevuto un sussidio economico (assegno di cura) 

Sono molti gli interventi realizzati dalla Regione per costruire un welfare dedicato agli anziani e alle persone non autosufficienti, un welfare tra i più apprezzati in Italia e in Europa. La cornice degli interventi sociali e sanitari per questa fascia di popolazione è data dal Piano sociale e sanitario regionale 2017-2019 e dal Piano di azione per la comunità regionale (PAR), entrambi finanziati perlopiù attraverso il Fondo regionale per la non autosufficienza (FRNA),orientati al mantenimento dei malati e degli anziani non autosufficienti nelle loro case evitando, laddove possibile, il ricovero nelle strutture.

Nel 2017 la Regione Emilia-Romagna ha continuato a garantire risorse adeguate e necessarie a sostenere il sistema, non solo mettendo a disposizione lo stesso finanziamento del 2016, ma anche offrendo ai territori una prospettiva di sviluppo con l’incremento rispetto al 2016 di 4 milioni di euro delle risorse provenienti dal Fondo sanitario regionale. Sommando le risorse assegnate del FRNA e dei Fondi nazionali, che per il 2017 comprendono anche risorse per interventi e servizi provenienti dalla legge del “Dopo di noi” (legge 112/2016), oltre 6 milioni di euro, nonché i risparmi degli anni precedenti (26,700 milioni dal FRNA e 4,5milioni dai fondi nazionali) i finanziamenti complessivi superano i 500 milioni di euro.

Dalle “politiche per la casa” alle “politiche per l’abitare”

Garantire ai cittadini più bisognosi di assistenza l’accesso e la permanenza in alloggi dignitosi, coniugare bisogno di assistenza e disagio della solitudine delle persone gravemente malate e degli anziani non autosufficienti sono tra i principali obiettivi delle politiche abitative intraprese in questi ultimi dalla Regione Emilia-Romagna. In tal senso, per consentire alle persone più vulnerabili di vivere in un contesto “sostenibile”, sotto il profilo ambientale e sociale, la Regione Emilia Romagna ha istituto nel 2013, con una legge regionale, il Fondo per l’eliminazione e il superamento delle Barriere architettoniche

Grazie a questa misura nel 2017 sono stati stanziati 2 milioni di euro per eliminare gli ostacoli e adattare l'ambiente domestico- appartamenti e spazi comuni di edifici privati- alle esigenze delle persone con disabilità. Saranno 633 in tutta l’Emilia-Romagna le famiglie che, sulla base di uno specifico bando approvato dalla Giunta, hanno ricevuto i contributi a fondo perduto: 491 richieste riguardano persone totalmente invalide, 142 quelle con una invalidità parziale. Inoltre, la Regione è impegnata a sperimentare nuovi modi di abitare con soluzioni innovative come l’housing sociale, che ha la finalità di sostenere iniziative abitative a canoni moderati socialmente orientate e indirizzate principalmente a giovani coppie, studenti, anziani, famiglie monoreddito, immigrati e altri soggetti in condizione di svantaggio sociale ed economico. E ancora, grazie al Fondo sul “Dopo di Noi” si stanno realizzando progetti sperimentali di residenze in cohousing su misura per malati gravi e anziani non autosufficienti rimasti privi di supporto familiare./Ti.Ga

 

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pubblicato il 2014/04/07 15:15:08 GMT+1 ultima modifica 2017-12-07T13:02:55+01:00

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