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Il caso. L’assessore regionale Massimo Mezzetti in difesa della direttrice della Biblioteca di Todi, rimossa perché si è rifiutata di segnalare ‘i libri pericolosi’: “Provvedimento figlio di una cultura oscurantista, abituata a vedere mostri ovunque e costruire paure”

"Invito l’amministrazione comunale umbra a tornare sui propri passi, riassegnando alla bibliotecaria responsabile, cui esprimo la mia solidarietà, l’incarico che si addice alle sue competenze professionali. Todi, città simbolo di cultura e apertura, non può diventare teatro di pericolose battaglie contro la libertà di pensiero”

05/07/2018 15:53

Bologna - “Mi unisco alle tante voci critiche nei confronti della decisione dell’amministrazione di Todi di rimuovere dall’incarico la direttrice della Biblioteca comunale che si è rifiutata di stilare un fantomatico ‘indice di libri pericolosi’ per bambine e bambini”.

Così l’assessore regionale alla Cultura dell’Emilia-Romagna, Massimo Mezzetti, nel merito della decisione della giunta della città umbra di stilare una lista di libri pro-gender nella biblioteca comunale. “E’ una violazione palese del diritto che ciascuno ha di accedere liberamente alla cultura, di conoscere e formare la propria identità. Un diritto sancito e riconosciuto dalla nostra Costituzione e che solo nei periodi più oscuri della nostra storia è stato negato, provocando le conseguenze drammatiche che conosciamo bene”.

"Non possiamo in alcun modo accettare che passi l’idea, estremamente pericolosa, che sia compito della politica esercitare forme di controllo sui contenuti culturali che vengono prodotti e diffusi nelle biblioteche, nelle scuole, nei cinema, nei teatri- afferma l’assessore-. Fortunatamente, in questi giorni, amministratori locali, parlamentari, associazioni di case editrici, bibliotecari, singoli cittadini si stanno mobilitando per denunciare questo ennesimo atto figlio di una cultura oscurantista, segnata da pregiudizi e abituata a vedere mostri ovunque o a costruire paure solo per recuperare consenso elettorale”.

“Le biblioteche pubbliche devono essere sempre più vive, aperte, spazi di interazione e crescita, punto di incontro di generazioni e culture. Esattamente come quella di Todi che è arrivata ad avere circa 13mila utenti registrati su una popolazione cittadina di 18mila abitanti, facendo conquistare al Comune, nel 2018, il Premio del Mibact ‘Città che legge’. Un riconoscimento che è anche frutto del lavoro prezioso e appassionato della dirigente Fabiola Bernardini, cui esprimo tutta la mia solidarietà e vicinanza”.

“Invito l’amministrazione comunale di Todi a tornare sui propri passi- conclude Mezzetti-, riassegnando alla direttrice della Biblioteca Comunale l’incarico che si addice alle sue competenze professionali. Todi, città simbolo di cultura e apertura, non può diventare teatro di pericolose battaglie contro la libertà di pensiero”.

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pubblicato il 2012/11/14 14:56:46 GMT+1 ultima modifica 2018-01-02T16:48:37+01:00

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