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Crisi aziendali. Kemet di Pontecchio Marconi (Bo), firmato l’accordo per il contratto di solidarietà per 319 lavoratori, mentre proseguono gli investimenti per il rilancio dell’azienda. L’assessore regionale Costi: “Scelta obbligata in una situazione difficile, perchè sono già stati usati altri ammortizzatori sociali”

Vertice in Regione con proprietà, organizzazioni sindacali, Rsu, Città metropolitana di Bologna e Comune di Sasso Marconi con l’obiettivo è sostenere i lavoratori, dopo che sono terminati altri ammortizzatori sociali. Il provvedimento durerà 5 mesi e prevederà una riduzione dell’orario fino ad un massimo di 88 ore per ciascuno. Il contratto sarà contestuale alla prosecuzione degli investimenti e dei progetti per il rilancio dell’azienda

21/10/2019 18:34

Bologna- Siglato oggi a Bologna, in Regione, l’accordo per il Contratto di solidarietà per 319 dipendenti, su un totale di 390, attualmente in forza alla Kemet Electronics Italia Srl (ex Arcotronics). A sottoscrivere la misura oltre l’assessore regionale alle attività produttive Palma Costi, le organizzazioni sindacali, Fim Cisl e Fiom Cgil, le Rsu, la proprietà, il Comune di Sasso Marconi e la Città metropolitana di Bologna.

L’accordo prevede la riduzione dell’orario di lavoro a partire dal 28 ottobre 2019 e fino al 14 Marzo 2020, fino ad un massimo mensile -per ogni dipendente- pari al 60% delle ore di lavoro, mantenendo costante la percentuale di riduzione complessiva nell'arco dell'intero periodo del Contratto di solidarietà.

L’azienda che produce componenti elettronici a Pontecchio Marconi (Bo), abbinerà l’utilizzo del contratto, necessario al bilanciamento dei costi, ad attività di miglioramento continuo, unitamente ad investimenti e progetti innovativi, per concorrere all’ulteriore crescita del polo di innovazione tecnologica della Business Unit Film di Kemet.  

“Con la riduzione dell’orario di lavoro - ha affermato Costi- si cerca di evitare, in tutto o in parte, la riduzione o la dichiarazione di esubero del personale anche attraverso un suo razionale impiego. E’ importante che il contratto di solidarietà sia abbinato ad una politica aziendale di investimenti e di progettazione, tale da perseguire il rilancio dell’azienda e di conseguenza il recupero in prospettiva dell’orario a tempo pieno per i laboratori. La Regione seguirà la vicenda con attenzione con eventuali incontri di verifica dell’applicazione dell’intesa siglata”.

 La situazione dell’azienda ad oggi

L’azienda, che produce in particolare condensatori per mezzi di trasporto, avverte da tempo la difficile situazione di mercato, produttiva ed occupazionale, caratterizzata in particolare da una costante crescita dei competitors asiatici e da una forte evoluzione tecnologica che mira alla continua riduzione dei costi di produzione.  Le Parti avevano siglato dal 2008 al 2017 numerosi accordi riguardanti vari aspetti, utilizzando tutti i previsti ammortizzatori sociali, garantendo incentivazioni sia per accompagnare alla maturazione dei requisiti pensionistici i dipendenti aventi i titoli necessari, sia per agevolare la ricollocazione sotto varie forme di altri dipendenti.

Il 2 febbraio 2018 è cessato l’utilizzo del secondo anno di contratto di solidarietà che ha portato lo stabilimento di Pontecchio Marconi ad un organico complessivo di 390 dipendenti.

Gli istituti retributivi diretti (da contratti collettivi) ed indiretti (ferie, ecc.) saranno riproporzionati in conseguenza alla riduzione dell’orario di lavoro concordata e per le quote di retribuzione perduta saranno posti a carico dell’INPS. Per quanto riguarda il Tfr (Trattamento di fine rapporto) troveranno applicazione le disposizioni di legge vigenti.

 

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pubblicato il 2018/01/02 18:14:04 GMT+1 ultima modifica 2018-09-17T15:52:50+01:00

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