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Ambiente. Qualità dell’aria a Borgotaro: si conferma la piena salubrità dell'ambiente. Tutte le sostanze analizzate al di sotto delle soglie di effetto sulla salute. Un quadro che vale anche per le indagini specifiche sulle emissioni derivanti da Laminam

A Borgo Val di Taro (Pr) presentata la relazione conclusiva del Comitato tecnico-scientifico a supporto del Tavolo di garanzia per la soluzione delle problematiche ambientali e sociosanitarie. L’assessore Gazzolo: “Messo in campo un grande lavoro, innovativo dal punto di vista scientifico e arricchito dal valore fondamentale della partecipazione: tutti i componenti del Tavolo hanno lavorato in modo condiviso per fornire le risposte attese dalla comunità”

16/03/2019 11:15

Bologna - “Nessuna delle sostanze analizzate raggiunge le soglie di effetto sulla salute e non sussistono condizioni di pericolo per i cittadini. Anche le indagini specifiche sulle emissioni di Laminam confermano questo quadro e danno gli stessi risultati”.

Lo annuncia Paola Gazzolo, assessore regionale all’Ambiente, che stamattina a Borgotaro ha presieduto il Tavolo di garanzia sulla qualità dell’aria del comune dell’Appennino parmense, dove sono stati illustrati gli esiti delle indagini ambientali e sanitarie condotte a partire dallo scorso luglio con il contributo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e dell’Istituto superiore di sanità (Iss).

I dati sono il frutto del lavoro del Comitato tecnico scientifico, braccio operativo di cui si è dotato il Tavolo per condurre ulteriori approfondimenti rispetto alle indagini svolte dal 2017 da Azienda Usl e Arpae e indagare l’origine dei disagi e degli odori sgradevoli segnalati dai cittadini, preoccupati per le emissioni della Laminam. In tutto il Comitato ha svolto 17 sedute plenarie, oltre ai lavori dei sottogruppi, operando anche nei giorni festivi con la collaborazione di tutti i componenti raggiungendo conclusioni unitarie.

Due le linee di ricerca intraprese: la raccolta di dati chimico-fisico-ambientali e la valutazione delle segnalazioni di disagio olfattivo e/o disturbo sanitario, con l’obiettivo di tracciare una linea di coerenza tra la caratterizzazione delle emissioni, la loro diffusione in ambiente, la qualità dell’aria e gli eventuali esiti di salute.

Dal punto di vista ambientale, il Cnr insieme ad Arpae ha curato campionamenti delle emissioni dentro e fuori lo stabilimento produttivo e ha indagato la presenza nell’aria di ben 50 sostanze. Tra queste anche i composti di cloro, fluoro e zolfo.

L'altro monitoraggio ambientale, tuttora in corso, condotto dall’Istituto superiore di sanità in collaborazione con Arpae, è svolto con 15 strumenti di misurazione posizionati per 7 giorni, a settimane alternate, per un totale di 26 turni di campionamento in un anno, fino al prossimo ottobre.

Entrambi i monitoraggi ambientali sono focalizzati alla ricerca di aldeidi, composti organici volatili e acidi inorganici.

Tutto il lavoro svolto e in corso si è avvalso delle più moderne tecniche di analisi e interpretazione dei risultati, tenendo conto anche degli aspetti tossicologici, muovendosi al di là delle normali attività di vigilanza e controllo previste dalla normativa. Sono state ricercate sostanze aggiuntive rispetto a quelle solitamente indagate in studi di questo genere e l’interpretazione dei risultati analitici è stata fatta con un approccio molto cautelativo. Oltre a verificare il rispetto dei limiti normativi, si è fatto di più: è stato accertato il rispetto del Dnel (Derived no effect level), l’indicatore che esprime la soglia al di sotto della quale non si osservano effetti avversi sulla salute.

“Quello messo in campo è stato un grande lavoro, inedito e innovativo dal punto di vista scientifico e arricchito dal valore fondamentale della partecipazione, all'insegna della massima trasparenza: tutti i componenti del Comitato Tecnico Scientifico hanno lavorato in modo corale e condiviso per cercare le risposte attese dalla comunità e conciliare tutela dell'ambiente, della salute e dell’occupazione”, aggiunge Gazzolo. “I dati raccolti escludono condizioni di pericolo per la salute e questo è il primo dato di fatto che ci tengo a sottolineare”.

“Il rilevante approfondimento scientifico e sanitario, condotto con il coinvolgimento di tanti attori -Istituzioni, enti di ricerca e di controllo, associazioni e portatori di interesse- dà a tutti i cittadini dati importanti”, dichiara Diego Rossi, Sindaco di Borgotaro. “Si conferma la piena salubrità dell'ambiente nel nostro territorio: è il risultato più significativo per tutti noi che viviamo la Val Taro e che la promuoviamo. Partendo da questi risultati, valutiamo con interesse la possibilità di progettare in maniera partecipata azioni mirate a preservare proprio la qualità ambientale. Dal punto di vista sanitario, pur a fronte di positivi riscontri, continueremo a chiedere l’opportuna vigilanza da parte della Sanità pubblica anche in attuazione del potenziamento che è già previsto dal Protocollo condiviso con la Regione e l’Azienda Usl, continuando anche ad avvalerci del lavoro dei Medici di medicina generale nel contesto del progetto “medici sentinella”: il tutto a garanzia della serenità della nostra popolazione”.

“È vero: permangono segnalazioni di disagi da parte della popolazione e vanno tenute in considerazione”, aggiunge l'assessore Gazzolo. “Proprio il lavoro svolto consegna una road map per il futuro: in particolare, mantenere la sorveglianza sanitaria e ambientale per dettagliare ulteriormente il quadro conoscitivo e promuovere l’attivazione di una Rete di Medici sentinella per l’ambiente, con un ruolo centrale attribuito ai medici di medicina generale e pediatri di libera scelta. Tutte azioni da valutare- conclude Gazzolo- e da leggere comunque all’interno di un quadro che esclude emergenze ambientali o sanitarie, come attestato dal lavoro svolto in questi mesi che resta patrimonio di tutta la comunità locale e regionale. I componenti del Tavolo di garanzia hanno convenuto di aver terminato il loro compito: la Regione continuerà comunque ad essere al fianco del territorio anche in futuro, nelle azioni che vorrà intraprendere”.

Le indagini svolte sull’ambiente e la salute
Riguardo ai dati ambientali sono stati raccolti campioni alle emissioni della Ceramica Laminam in quattro punti (atomizzatore, linea applicazioni, linea cottura, linee incollaggio) e contemporaneamente sono state effettuate misurazioni ambientali all’interno dello stabilimento e in tre postazioni esterne (località “Le Spiagge”, Scuola Manara e via Malta). I campionamenti sono stati effettuati in coincidenza con la produzione di manufatti considerati rappresentativi della produzione aziendale classificati in base ai solventi impiegati.

L’altro monitoraggio ambientale, tuttora in corso, è svolto attraverso 15 misuratori posizionati per 7 giorni, a settimane alternate (in totale 26 turni di campionamento per la durata complessiva di un anno, che si concluderanno a ottobre 2019).

Il monitoraggio è stato condotto con metodiche innovative e approfondite che hanno consentito di indagare l’eventuale presenza dei composti afferenti alle famiglie di aldeidi, composti organici volatili e acidi inorganici. In totale le sostanze analizzate sono state 50 (27 composti organici volatili, 16 aldeidi, 7 ftalati).

Per quanto riguarda le valutazioni sanitarie, il Comitato ha avuto a disposizione i dati anamnestici raccolti dai medici di Borgotaro relativi a loro assistiti che manifestavano sintomi riconducibili a disturbi irritativi, potenzialmente collegabili alle esposizioni ambientali. Data la variabilità nella descrizione dei sintomi, per semplificare l’analisi, si è provveduto a raggrupparli per tipologie simili o correlate (come rossore, bruciore e prurito) e per organo interessato.

Le visite svolte da febbraio 2017 a dicembre 2018 sono state 386 su 231 pazienti: 171 adulti e 60 bambini e ragazzi di età inferiore ai 15 anni. I sintomi più frequenti riportati sono a carico degli occhi e della faringe.

Il lavoro si è avvalso delle più moderne tecniche di analisi e interpretazione dei risultati, tenendo conto anche degli aspetti tossicologici, muovendosi al di là delle normali attività di vigilanza e controllo, previste dalla normativa, che non prende in considerazione molte delle sostanze che sono invece state ricercate nell’attività svolta nella presente indagine.

L’interpretazione dei risultati analitici è stata fatta seguendo un approccio molto cautelativo derivato dalla tossicologia, non limitandosi a verificare il rispetto dei limiti normativi: il valore preso a riferimento è il Dnel (Derived no effect level), che indica la soglia al di sotto della quale non si osservano effetti avversi sulla salute.

Dall’esame dei dati ambientali delle analisi svolte da Cnr, Istituto superiore di sanità e Arpae nessuna delle sostanze rilevate raggiunge la soglia di effetto, posizionandosi al di sotto anche della concentrazione alla quale non si osservano effetti avversi derivati sulla salute.

Le indicazioni del Comitato tecnico-scientifico
La tipologia di sintomi- riporta la relazione del Comitato - sebbene eziologicamente aspecifici, sono in letteratura potenzialmente collegabili all’esposizione a sostanze irritanti. Le caratteristiche dei sintomi registrati e i dati ambientali rilevati portano comunque a ritenere che non sussista una condizione di pericolo per la salute, anche se le indagini svolte non hanno consentito di spiegare compiutamente i fenomeni osservati segnalati dalla popolazione. La persistenza di una situazione di disagio e la non completa comprensione del fenomeno, rende opportune una serie di precise indicazioni.

Prima di tutto una sorveglianza sanitaria, caratterizzata da una maggiore omogeneità nei metodi di rilevazione, sulla base dell’attività dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, e basata su accessi automatici alle registrazioni informatizzate dei dati di interesse raccolti nelle visite ambulatoriali, secondo un protocollo concordato, così da costituire una rete di medici sentinella per l’ambiente.

In secondo luogo, va attivata una sorveglianza ambientale che completi il quadro conoscitivo che emergerà dall’indagine dell’Istituto superiore di sanità che proseguirà fino a settembre 2019, attraverso l’applicazione di modelli Lur (Land use regression) e l’avvio di studi di biomonitoraggio. Saranno effettuate misurazioni a settimane alterne con l’obiettivo di far luce sull’eventuale presenza, concentrazione e diffusione di fattori inquinanti sul territorio, valutando l’esposizione della popolazione e le cause delle emissioni.

I componenti del Comitato tecnico-scientifico
Il Comitato tecnico scientifico è composto da Paola Angelini (Regione Emilia-Romagna); Mauro Bernardi ed Enrico Dallara (Comune di Borgo Val di Taro); Eriberto De Munari (Arpae); Andrea Farioli e Massimo Ferrari (Laminam); Rosanna Giordano (Ausl di Parma); Paolo Lauriola e Andrea Minutolo (Legambiente); Eugenia Marchi e Leonardo Tognotti (Datori di lavoro e Unione Industriali Parma); Daniele Uboldi (Ass.ne Piccoli Produttori Alta Val di Taro).

I componenti del Tavolo di Garanzia
Al Tavolo di Garanzia per la qualità dell’aria di Borgotaro, presieduto dall’assessore regionale all’ambiente Paola Gazzolo, hanno aderito il Comune di Borgotaro, l’Azienda Unità Sanitaria Locale di Parma – Distretto Valli Taro e Ceno; Arpae Parma; l’Associazione Legambiente di Parma - Circolo Alta Val Taro; la Società Laminam Spa; le Organizzazioni Sindacali Cgil, Cisl, Uil e delle Rsu dei lavoratori; l’Associazione sindacale dei Datori di Lavoro, Unione Parmense degli industriali; la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa di Parma; l’Associazione dei Piccoli Produttori dell’Alta Val Taro. Ha partecipato ai lavori del Tavolo e del Comitato Tecnico Scientifico il dottor Mauro Bernardi, medico di Borgo Val di Taro./OC

 

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pubblicato il 2018/01/02 18:14:04 GMT+1 ultima modifica 2018-09-17T15:52:50+01:00

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