Volume "E finalmente potremo dirci italiani. Bologna e le estinte Legazioni tra cultura e politica nazionale"
La ricerca approfondisce la storia complessiva di un’area, le estinte legazioni di Bologna e le Romagne, nel corso della stagione di grandi trasformazioni che va dalla cacciata degli austriaci sino all’Unità, anche attraverso i rapporti con Roma, Firenze e Torino, e alla conseguente nascita e sviluppo della coscienza nazionale.
Il territorio d’indagine della ricerca si articola tra Bologna, Ferrara e Lugo, Forlì, Cesena, Rimini, Faenza, Ravenna, Imola, e lo sviluppo di tale indagine si snoda nei due periodi seguenti:
1) 1859-1861: dalla fine del potere temporale nelle Legazioni di Bologna e le Romagne (primavera – estate 1859) sino all’Unità;
2) 1861-1911: Il consolidamento dell’Unità negli anni sino alle celebrazioni del 50°.
Si tratta di una grande rappresentazione dei temi e dei protagonisti degli anni presi in considerazione, che restituirà un affresco della civiltà bolognese, romagnola e italiana del Risorgimento e dell’unità nazionale, ingrandita dalle lenti di studiosi che ne indagano la cultura e la società, la memoria e la sua agiografia. Una lettura moderna del Risorgimento, che mira alla reale costruzione della definizione della nazione con riferimenti all’arte quale metafora, attraverso temi e stili, del processo risorgimentale e unitario, non esclusi i monumenti e le epigrafi cimiteriali, nonché la toponomastica delle strade.
I mutamenti politici, economici (si pensi che le Legazioni sono la cellula da cui sono nati gli Enti Locali e che la Banca d’Italia era la Banca delle Legazioni), culturali, scientifici e tecnologici sono indagati attraverso i protagonisti: uomini e donne attivi nel processo di trasformazione che hanno lasciato tracce importanti a vari livelli come Farini, determinante per la nascita della paletnologia italiana, per lo sviluppo urbanistico e la Deputazione di Storia Patria, Gioacchino Pepoli, autore teatrale, Malvezzi e Luigi Pizzardi, primo Sindaco di Bologna, solo per fare alcuni nomi eccellenti.
Si tratta di personaggi che hanno anche ruoli determinanti nell’attività di circoli, salotti, piazze, teatri e studi di artisti; di associazioni come il Circolo Felsineo, la Società del Casino, la Società Agraria, la Società Protettrice di Belle Arti e l’Accademia di Belle Arti. Nei salotti sono le donne ad essere protagoniste: Tanari, Pepoli, Talon, Hercolani, Malvezzi e Pizzardi determinanti per la vita politica e sociale, solo per citare le bolognesi.
E proprio le annessioni e l'avvio del nuovo Regno d'Italia portarono la realizzazione artistica e celebrativa del Salone del Risorgimento di Luigi Pizzardi - in cui operarono tra i più importanti pittori della neonata nazione - come anche di quello Malvezzi, oggi sede della Provincia di Bologna.
Un grande mosaico storico e storico-artistico che connette il tessuto sociale e culturale del territorio in esame, e che riflette memoria e pedagogia del processo d’unità nazionale attraverso l’arte e gli spazi pubblici sino ad arrivare ai “templi” del Risorgimento, ossia i musei, e alle celebrazioni del 50° anniversario dell’Unità d’Italia nel 1911 con una ricognizione degli articoli dedicati al primo cinquantenario dell’Unità sui quotidiani di Bologna, offrendo una chiave di lettura, culturale e politica, su come la stampa proponeva ai lettori il primo significativo anniversario dell’Unità in anni cruciali per il paese.
Questa ricerca rappresenta il frutto di una sinergia interistituzionale tra Istituto Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, Comitato di Bologna dell'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano e Museo civico del Risorgimento di Bologna con la collaborazione di Soprintendenza ai Beni Storici e Artistici per le province di Bo-Fe-Ra-FC-Rn, Istituzioni Culturali del Comune di Forlì, Associazione Amici della Certosa, Museo civico Archeologico di Bologna, MAR Museo d’Arte della Città di Ravenna, e Università degli Studi di Bologna – Dipartimento di Discipline Storiche – Dipartimento di Italianistica - Dipartimento di Musica e Spettacolo.
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Il libro vede le presentazioni di:
Massimo Mezzetti, Assessore alla Cultura Regione Emilia-Romagna
Ezio Raimondi, Presidente IBC
Roberto Balzani, Comitato per le Celebrazione del 150° e Comitato di Bologna dell’stituto per la storia del Risorgimento italiano
Laura Carlini (Responsabile Servizio Musei e Beni culturali IBC)
Introduzione: le ragioni di una ricerca culturale interdisciplinare
Società e cultura
- Politica e società a Bologna 1859-1011
- Economia e società a Bologna 1859-1911
- Le legazioni della Romagna e le loro trasformazioni 1859-1911
- Restaurazione e legazioni: l’influenza culturale e artistica dello Stato Pontificio su Bologna e le Romagne
- Arte e critica d’arte tra Bologna e Ferrara 1859-1911
- Arte nelle Romagne 1859-1911
- La cultura universitaria 1859-1911
- La cultura letteraria
- La cultura nei circoli e salotti 1859-1911
- La cultura nei teatri a Bologna 1859-1911
- La cultura nei teatri delle Romagne 1859-1911
Memoria e agiografia
- I musei del Risorgimento in Emilia-Romagna sino al 1911
- Patria e archeologia
- La memoria degli eroi: epigrafi e arte , lapidi urbane e cimiteriali risorgimentali a Bologna e nelle Romagne 1859-1911
- Le vie dell’orgoglio. Toponomastica risorgimentale e trasformazioni urbanistiche nella Bologna post-unitaria
- Le celebrazioni del 50° anniversario dell’Unità d’Italia ne “Il Resto del Carlino” del 1911

Progetto a cura di Claudia Collina ccollina@regione.emilia-romagna.it
